Che cos’è“Storia in piazza” si riferisce alle piazze popolose come teatro della storia, ma più ancora all’idea di portare la storia al grande pubblico o se si vuole il grande pubblico alla storia: è una rassegna su grandi temi storici non riservata agli specialisti, concentrata in quattro giorni densi di proposte che vanno dalla conferenza all’intervista allo spettacolo musicale al laboratorio didattico alla mostra, tutti ruotanti intorno al tema scelto annualmente. Sapere storico e divulgazioneL’ambizione dell’iniziativa è di combinare il più alto livello di aggiornamento scientifico con il più alto livello di capacità divulgativa. Ciò significa associare alla comunicazione verbale altri tipi di comunicazione e unire ai momenti di approfondimento altri momenti estetici e ludici. Divulgazione non è sinonimo di banalizzazione né invito ad appiattirsi su risposte rassicuranti. In storia ciò significa che il passato non deve apparire come un dato ma come il risultato di un’interrogazione sempre aperta nel presente e di una scoperta continua. Saperi e linguaggiNell’ambito della rassegna, il sapere storico fa naturalmente la parte del leone, ma non pretende l’autosufficienza. Vengono mobilitati altri saperi per una migliore comprensione degli eventi: dall’antropologia alla sociologia, dalle scienze giuridiche alla filosofia, dalla biologia alla genetica. Vengono coinvolti altri mstieri, come quello del giornalista o del magistrato, e altri linguaggi, come quello letterario, figurativo, musicale, per la loro rilevanza nei processi storici e per la loro capacità evocativa. I protagonistiLa rassegna è occasione per un incontro del pubblico con una numerosi intellettuali di diverse aree culturali, di storici soprattutto italiani e di area anglosassone, di studiosi di scienze umane, giornalisti e uomini di spettacolo. Per gli stranieri è prevista la traduzione simultanea e quella consecutiva. I temiStoria in piazza mette a fuoco percorsi e vicende del passato a partire dai grandi interrogativi del presente. Se la globalizzazione accelera la crisi degli Stati nazionali, il tema è la nascita, l’evoluzione e il tramonto di questi stati (prima edizione “La nascita delle nazioni”). Se le guerre, malgrado le dichiarazioni di principio, continuano a occupare un posto cospicuo nell’esperienza contemporanea, il tema è la guerra attraverso il tempo fino alla dimensione totale della modernità (seconda edizione “L’invenzione della guerra”). Se le grandi correnti migratorie spingono milioni di persone nel cuore dell’Occidente, il tema è quello dei movimenti di popoli (edizione 2012). La sedeTeatro della rassegna è il palazzo Ducale di Genova, un luogo di per sé carico di storia in una città in cui la dimensione del tempo è decisamente più ampia di quella dello spazio. Il Palazzo Ducale, oggi sede di una ricca attività culturale all’interno della quale i temi storici occupano già un posto di prima importanza, presenta una struttura moto versatile, che consente lo svolgimento in contemporanea di numerose iniziative con diverse caratteristiche e dimensioni: dalle ampie sale del Maggiore e del Minor Consiglio agli spazi per le mostre e per la didattica. Il pubblico e i numeriIl pubblico è costituito in prevalenza da cittadini dell’area genovese e ligure, studenti e docenti di diversi ordini di scuola, persone comuni che esprimono il bisogno di un’immersione totale nella storia e nella cultura, ma anche da quote di studenti, docenti e turisti di altre parti d’Italia. In complesso le prime edizioni hanno registrato decine di migliaia di presenze distribuite nei diversi giorni e incontri, con punte di alcune migliaia simultaneamente presenti agli appuntamenti più significativi. La prima edizione ha chiuso con 16.000 presenze, la seconda con 26.000. La Storia in Piazza è gemellata con “Les Rendez-vous de l’histoire” di Blois ed è ad oggi il più importante appuntamento con la storia in Italia. La dimensione didatticaA conferma di una vocazione propria dell’attività culturale del Ducale, un’attenzione particolare è riservata ai rapporti con le scuole di diversi ordini e quindi al pubblico degli studenti di ogni età. Uno spazio specifico accoglie i ragazzi e offre loro l’opportunità di misurarsi con attività di laboratorio, letture, percorsi tra fonti, suoni e immagini, per entrare in maniera atti va dentro il tema oggetto della rassegna. RealizzazioneLa Storia in piazza è un’iniziativa realizzata dalla Fondazione Palazzo Ducale con la collaborazione del Comune di Genova, del Centro Culturale Primo Levi, dell’Università degli studi di Genova, dell’Istituto Ligure per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea, della Fondazione Ansaldo, e di numerosi sponsor pubblici e privati. CuraLa cura della rassegna è affidata a Donald Sassoon, professore di storia europea comparata al Queen Mary College di Londra, grande conoscitore dell’Italia e della sua storia, con la collaborazione di Luca Borzani, presidente della Fondazione palazzo Ducale, e di Antonio Gibelli, già ordinario di storia contemporanea all’Università degli studi di Genova. L’ottica comparatistica in cui Sassoon è specialista è la più adatta a offrire grandi quadri di riferimento alle tematiche affrontate, in una prospettiva planetaria e di lungo periodo. I temi della terza edizione: “Popoli in movimento”Nella storia umana i movimenti di popoli non sono l’eccezione ma la regola. Nell’età della caccia e raccolta, gli spostamenti sul territorio sono motivati dalla ricerca di cibo, ma anche dopo la scoperta dell’agricoltura, l’invenzione delle città e la nascita degli stati continuano, periodici o definitivi, lenti o tumultuosi, pacifici o segnati da violenza. Sono processi infinitesimali di disseminazione della specie umana, grandi ondate verso spazi vuoti o urti di conquista che violano e logorano confini, come nel caso dell’impero romano. Sono movimenti coatti, come la tratta degli schiavi dall’Africa alle Americhe, o movimenti volontari, come le grandi migrazioni dei secoli dal XIX al XXI, che mescolano le culture e modificano le forme espressive. Sono deportazioni accompagnate da intenzioni sterminatrici, come quelle che punteggiano la mappa del Novecento secolo degli estremi, dalla distruzione del popolo armeno alla Shoah. |
I Partecipanti
David ABULAFIA |