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Spettatori? L’attesa di un ponte

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anteprima di Dialoghi d’Arte 2019
Evoluzione e ruolo del pubblico
dell’arte contemporanea

 
venerdì 22 marzo 2019, ore 21
Sala del Minor Consiglio

Un dialogo su quello che accade tra la città e quello che è diventato il suo ponte simbolo. Attraverso il punto di vista di uno psicologo e di un antropologo, accompagnati da letture di testi scelti, ci chiederemo che cosa accade quando di fronte a uno stato di eccezione diventiamo spettatori. È il tema della città diventata spettatore di un evento che ha creato un senso di attesa, in cui essere spettatore non è più essere partecipe. Ma è anche il tema della rimozione della catastrofe e della memoria di una comunità che reagisce.
Partecipano: Alessandro Simonicca, antropologo, direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Demoetnoantropologici dell’Università La Sapienza, e Alfredo Verde, psicologo, professore di Criminologia all’Università di Genova. Modera Andrea Canziani, direttore comitato scientifico Dialoghi d’Arte

Le letture inframmezzano tre temi di discussione:
Lo spettatore della catastrofe
Che cosa accade davanti a una situazione eccezionale come questa? Lo spettatore di fronte alla catastrofe: è uno spettatore, perché? I punti di vista dello sguardo esterno e della comunità si intrecciano. I genovesi come cittadini, diventano spettatori della storia e degli eventi della propria città. Perché questo atteggiamento? una città tra mito della cultura resistente e resilienza cognitiva.
 
La rimozione della memoria
Ai sentimenti della volontà di rimozione dei resti del ponte come rimozione di una memoria dolorosa si sono affiancati non appena è iniziata al demolizione i sentimenti di tristezza per la perdita della memoria. E’ un copione noto? Lo sguardo che produce patrimonio si innesca anche in situazioni come questa.
 
Lo stato di eccezione e la crisi della partecipazione
La crisi dei meccanismi di partecipazione democratica in atto è ben espressa dalla situazione del crollo del viadotto. Lo stato di eccezione giustifica tutto, tranquillizza, ipnotizza, anestetizza. Ma a quali e quante libertà siamo disposti a rinunciare per avere la rassicurante prevedibilità di un agire quotidiano?
 
Letture di Cristina Cavalli
Testi a cura di Ilaria Crotti, FalsoDemetrio libreria, Genova

Ivo Andric, Il ponte sulla Drina, 1945 (la Costruzione/Distruzione di un ponte)
Colum McCann. Questo bacio vada al mondo intero, 2009 (un ponte ideale sospeso tra le torri gemelle)
Dario Voltolini, Pacific Palisades, 2017 (Ponte come luogo di sosta, sguardo sulla città)
Franz Kafka, Il ponte, 1931 (Ponte come immedesimazione con lo stesso)

Dialoghi d’Arte è una rassegna di incontri sull’arte contemporanea, sul suo pubblico, sull’essere spettatori. Il borgo ligure di Noli ogni anno diventa, per tre giorni d’estate, centro di cultura e dibattito sul contemporaneo attraverso conversazioni e differenti tipi di testimonianze artistiche. Scrittori, sociologi, filosofi, antropologi, critici d’arte, curatori ed artisti, a confronto creano un momento di dialogo, confronto e ricerca sullo spettatore dell’arte visiva dei nostri giorni, per ripensare il ruolo del pubblico dell’arte contemporanea e il suo percorso di fruizione. Scopri la rassegna sul sito www.dialoghidarte.it

photo by Andrea Cimmino
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