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Sergio Rebora e Aurora Scotti Tosini

Sergio e Aurora BN

Milano capitale del divisionismo
1891 – 1906

12 gennaio 2018, ore 17.45
Munizioniere

Milano fu tra Ottocento e Novecento uno dei centri di primaria importanza per la cultura artistica nazionale, assumendo in varie occasioni un ruolo di capitale artistica. La pittura divisionista e il dibattito che essa suscitò, coinvolgendo pittori, critici, mercanti negli anni Novanta del XIX secolo, costituì una di queste occasioni.
Nonostante l’adozione del “colore diviso” da parte di pittori come Giovanni Segantini e Angelo Morbelli sia stata precedente, tradizionalmente si fa coincidere la presentazione al pubblico del divisionismo con la Triennale di Brera del 1891, cui parteciparono, tra gli altri, Gaetano Previati con Maternità, Segantini e Plinio Nomellini.
Trattandosi in primis di un problema specificamente “tecnico”, i risultati della ricerca cromatica e luminosa alla base del divisionismo non furono univoci, tanto che non diedero vita a una “scuola” o a un vero e proprio movimento artistico. Fin da subito emersero differenze tra gli artisti che avevano deciso di adottare la nuova tecnica: per alcuni di loro – come Segantini, Pellizza, Morbelli – il vero rimase il punto di partenza ineliminabile perché proprio scavando nella realtà ritenevano di potere individuare anche qualunque risultato capace di trascendere l’apparenza materiale degli oggetti; altri – come Previati e in parte anche Vittore Grubicy – ritenevano che l’aderenza al vero andasse superata in nome di un “ideismo” che sostituisse all’imitazione del vero l’intuizione e l’evocazione, grazie al bagliore luminoso, di una intensità di sentimenti e tensioni spirituali, trasformando la tattilità degli elementi naturali in astrazione decorativa.
La scomparsa improvvisa di Segantini nel 1899 accentuò la pluralità di tendenze e di percorsi individuali, come dimostrò il più importante incontro espositivo milanese del nuovo secolo: L’Esposizione Internazionale del Sempione del 1906 che – nata proprio per celebrare l’apertura della galleria ferroviaria del Sempione che collegava direttamente il nostro paese alla Svizzera e di qui velocemente con Parigi e con l’Europa centrale – aveva come scopo principale l’esaltazione del progresso tecnico industriale legato anche all’accelerarsi della distribuzione dei prodotti grazie ai nuovi mezzi di trasporto.


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