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Salvatore Settis

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Il virtuosismo nelle allegorie:
La Tempesta di Giogione

giovedì 14 febbraio 2019, ore 21
Sala del Maggior Consiglio

Nel 1978 Salvatore Settis scrisse un libro dal titolo “La «Tempesta» interpretata. Giorgione, i committenti, il soggetto” nel quale, dopo aver analizzato ben 28 diverse interpretazioni del capolavoro di Giorgione, ne ha proposta una sua: che la “Tempesta” rappresentasse Adamo ed Eva (con in braccio Caino) cacciati dal Paradiso Terrestre da Dio Padre (rappresentato dal fulmine).
Quarant’anni dopo, lo studioso Sergio Alcamo è tornato a verificare quest’ipotesi nel libro “La Verità celata, Giorgione, la Tempesta e la salvezza” osservando un dettaglio mai prima rilevato: la presenza sul ponte che corre sopra il fiume della minuscola figura di un angelo a guardia della città-Paradiso terrestre. Un dettaglio decisivo (presente in altri quadri coevi) per provare che il soggetto della Tempesta sia proprio Adamo ed Eva cacciati del Paradiso terrestre.
Il racconto di come Giorgione si dilettasse a nascondere nei quadri (con grande virtuosismo) particolari decisivi alla comprensione del soggetto, e i dettagli stessi dell’appassionante ricerca che ha portato a questa scoperta, sono la trama della prima conversazione dei Capolavori Raccontati (VII edizione) che Salvatore Settis inaugura il 14 febbraio alle ore 21

Rassegna I Capolavori raccontati, a cura di Marco Carminati.

Realizzata in collaborazione con UTET
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Iscrizioni al tavolo d’ingresso in Sala, prima della conferenza

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