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Rubaldo Merello tra divisionismo e simbolismo
Segantini, Previati, Nomellini, Pellizza
6 ottobre 2017 – 4 febbraio 2018

 

Rubaldo Merello. La vita

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Rubaldo Angelo Merello nasce il 16 luglio 1872 a Montespluga, frazione del comune di Isolato Valtellina (Sondrio), dove il padre, funzionario di dogana, era stato distaccato.
Nel 1881 si trasferisce con la famiglia a Genova. Qui nel 1889, compiuti gli studi classici, si iscrive all’Accademia Ligustica, frequentandone i corsi sino al 1893. Nel 1913 sarà nominato Accademico di merito per la classe di pittura.
Nel 1894 condivide uno studio a Nervi con Pietro Albino e Edoardo De Albertis, dedicandosi alla scultura e al disegno, e partecipa a Milano all’Esposizione Triennale di Brera con il gesso per il monumento funerario Finis.
Nel 1906 partecipa per la prima volta alla mostra della Società Promotrice di Belle Arti di Genova con quattro dipinti e la sua pittura inizia a risentire anche l’influenza di Giuseppe Pellizza. Nello stesso anno si trasferisce a San Fruttuoso, ospite del parroco Massimo Mortola, risiedendo inizialmente nella Torre Doria.
Sempre nel 1906, attraverso Paolo de Gaufridy, entra in contatto con il gallerista Alberto Grubicy, che nel 1907 lo invita a partecipare al Salon des Peintres Divisionnistes Italiens da lui organizzato a Parigi: Merello vi espone sei dipinti, tra i quali Studio di mare. La scogliera, che Grubicy donerà in seguito alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Lo stesso anno presenta alla Promotrice due tele, Montefino e Marina, provenienti dalla collezione di Pietro Guastavino.
Nel 1908 il Comune di Genova acquista con i fondi della donazione Brignole Sale De Ferrari il suo dipinto San Fruttuoso di Camogli, datato 1907.
Nel 1909 tiene una mostra personale al Circolo Artistico Tunnel di Genova.
Nel 1911 espone alla rassegna Gemälde Ausstellung Italianischer Divisionisten organizzata da Alberto Grubicy presso il Museo Segantini di Sankt Moritz.
Nonostante le ricorrenti visite a San Fruttuoso dei critici d’arte Mario Maria Martini e de Gaufridy, del Nobel per la letteratura Gerhart Hauptmann, dell’avvocato Agostino Virgilio, suo collezionista e membro della Promotrice, e degli amici artisti Eugenio Baroni, Pietro Albino e Eugenio Olivari, sono questi per Merello anni di isolamento nel romitaggio del borgo marinaro.
Nel 1913 suo figlio muore di difterite a causa di un tardivo intervento medico. Il luttuoso evento, che sconvolge la mente della moglie, segnerà profondamente il pittore il quale, alla fine dello stesso anno, decide di trasferirsi con la famiglia a Portofino, dove tra il 1914 e il 1919 torna a dedicarsi alla scultura, realizzando pure una serie di studi per monumenti funebri e disegni di soggetto religioso e mitologico.
Nel 1914 tiene una mostra personale alla Promotrice di Genova.
Nel 1915 illustra il poema Le nozze dei centauri di Sem Benelli, suo estimatore e amico, nel cui Castello di Zoagli, tra gli altri, il critico d’arte Enrico Sacchetti, il quale così ricorderà le sue tante manie:

«la mania dell’Arte, la mania della teosofia, la mania della persecuzione (è inutile aggiungere che era un misantropo)»

Nel 1918 si trasferisce a Santa Margherita Ligure e nel 1919 termina la statua del Dolore per il cimitero di Camogli, che fu rimossa dopo la metà degli anni cinquanta.
Nonostante la sua pittura appaia ormai profondamente distaccata dalla lezione divisionista, Merello partecipa nel 1921 all’Esposizione dei Divisionisti Italiani presso il Museo del Paesaggio di Pallanza: alla mostra, organizzata ancora da Alberto Grubicy, partecipano anche Gaetano Previati, Carlo Fornara, Adriano Baracchini-Caputi, Guido Cinotti, Leonardo Dudreville, Cesare Maggi, Filiberto Minozzi, Carlo Prada e gli scultori Libero Andreotti, Giuseppe Grandi e Paolo Troubetzkoy.
Lo stesso anno Sem Benelli lo invita a esporre alla Fiorentina Primaverile, ma Merello muore improvvisamente il 31 gennaio 1922 ed è seppellito nel cimitero di Portofino.
La sua esposizione personale all’interno della Fiorentina Primaverile, organizzata dalla Società delle Belle Arti di Firenze presieduta da Sem Benelli, inaugura postuma nel luglio del 1922: tutte le opere di Merello provengono dalla raccolta del collezionista Alfredo Giannoni di Novara.


Sottoporticato

Palazzo Ducale
piazza Matteotti, 9
16123 Genova

Orari:
dal martedì al venerdì 10-13 e 15-19
sabato e domenica 10-19; chiuso il lunedì
La biglietteria chiude un’ora prima
Aperture straordinarie
1 novembre, 8 dicembre, 26 dicembre, 1 gennaio, 6 gennaio: dalle 10 alle 19


Biglietti:
intero 10€
ridotto 8€
ridotto speciale 5€
scuole 4€





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