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“L'invenzione dei Rolli. Genova città di Palazzi”
La mostra inaugura felicemente i Musei di Strada Nuova, invitando a scoprire un'altra Genova.
Vedute, oggetti d'epoca, maquettes e schizzi di restituzione critica, ben quaranta disegni originari
della collezione del Royal Institute of British Architects di Londra, pubblicati da P.P. Rubens nel
1622 ad Anversa e un video di sintesi introducono il visitatore a un percorso dei celebri palazzi
dei rolli, testimoni di una straordinaria stagione cittadina e custodi della particolare
identità, unica in Europa, di una città dove la ricchezza privata veniva utilizzata
come efficace strumento di rappresentanza pubblica.
La mostra, articolata in nove sale del piano nobile di Palazzo Tursi, illustra al visitatore
quell'intreccio originale e coerente di case e strade che ha modellato in dieci secoli l'identità
urbana di Genova.
Da alcuni anni i genovesi hanno ritrovato con estremo interesse la ricchezza e il valore memoriale di
Strada Nuova e dei palazzi dei rolli: un eccezionale sistema monumentale per cui si chiede all'UNESCO l'iscrizione
della città nel patrimonio dell'Umanità (World Heritage List).
Con la ristrutturazione delle mura trecentesche (1536-1553) iniziano a Genova il rinnovo del paesaggio
urbano e la nascita di un sistema di dimore eccellenti, distribuito su pochi assi perpendicolari alla
Ripa, che nel corso delle trasformazioni urbanistiche ha saputo mantenere la coesione con la città
vecchia, offrendoci lo spirito del secolo con immutata capacità evocativa.
Nel 1576 il Senato decreta ladozione dei rolli, liste di dimore private invitate a ospitare
visite di Stato. Un'attenta ricostruzione topografica indica dov'erano le 150 abitazioni
precettabili, schedate in cinque elenchi denominati "Rolli degli alloggiamenti pubblici"
(datati 1576, 1588, 1599, 1614 e 1664), conservati nell'Archivio di Stato di Genova.
Le residenze si dividevano in tre categorie, a seconda di dimensioni, bellezza e importanza,
destinate a cardinali, principi e viceré; feudatari e governatori; ambasciatori.
Per ogni categoria esisteva un bussolo contenente i nomi dei proprietari da cui venivano estratti
a sorte quelli di coloro a cui venivano affidati gli onori (e gli oneri) delle visite ufficiali.
Fra tutti i palazzi solo tre erano degni di alloggiare "Papa, Imperatore re e legato Cardinali o altro
Principe": le dimore di Gio. Batta Doria in Santa Caterina, di Nicolò Grimaldi e Franco
Lercari in Strada Nuova (via Garibaldi).
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