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Programma Ducale 2010-11

programma

 

Presentazione del programma 2010-2011 della Fondazione

Sala del Maggior Consiglio

29 settembre 2010, ore 12

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Il secondo anno di vita della Fondazione per la Cultura si è
chiuso, come già era accaduto con il primo, con centinaia di
migliaia di presenze. Un risultato importante che dimostra come
la domanda di cultura sia uno dei bisogni immateriali che segna
la vita della città e che, forse, la crisi economica ma anche la
lunga transizione politica, le accelerate trasformazioni sociali
rendono ancora più forte. Il tema su cui impegnarci più a fondo,
è come intrecciare questo bisogno con una più generale crescita
dell’attrattività di Genova.

Di certo l’esperienza di questi anni, la pesante riduzione delle
risorse pubbliche, la necessità di un diverso rapporto con il
privato, impongono modalità di gestione e programmazioni
che siano capaci di valorizzare, nelle specifiche autonomie,
un sistema città aperto, la rete tra gli operatori, la sussidiarietà
reale tra le istituzioni.

Non esiste più un ruolo del pubblico erogatore di risorse che
non sia anche di verifica, di controllo, di indirizzo. è, come
avevo scritto nel programma dell’Amministrazione, il passaggio
dalle politiche culturali a una politica per la cultura. Ed è nella
regia che il Comune può e deve esercitare il suo nuovo ruolo.

Larga parte del programma della Fondazione per il 2010
e 2011 rimanda agli indirizzi dell’Amministrazione: dalle
mostre “Meditazioni Mediterraneo” e “Mediterraneo. Da Courbet
a Monet a Matisse”, dove la Fondazione sperimenta una inedita
partnership con un produttore privato, al secondo ciclo di
incontri di “Mediterranea. Voci tra le sponde” a comporre
il quadro di quella “Biennale del Mediterraneo” che abbiamo
fortemente voluto sapendo che è in una diversa relazione tra
le città mediterranee, nella crescita di una reciproca visione
culturale differenziata che si costruiscono gli spazi del nostro
sviluppo futuro, all’accompagnamento del programma per i 150
anni dell’unità nazionale, all’attenzione all’anniversario della
Duchessa di Galliera che coinciderà con un ulteriore recupero
e ampliamento dei Musei di Strada Nuova. E poi la grande
mostra sul porto, la riflessione sulla città in occasione della
presentazione del nuovo Piano Urbanistico Comunale, cioè
il disegno urbano dei prossimi anni. Ci sembra questo il modo
per corrispondere alle riflessioni di cui sopra: una cultura
legata alla città ma non localistica né provinciale. Una cultura
capace di muoversi su quell’incrocio tra globale e locale che
è lo scenario, ma che le città vivono nel loro mutamento
e devono affrontare nella progettazione del futuro.

Marta Vincenzi, Sindaco di Genova

Fare cultura al tempo della crisi: è questo lo scenario con cui
confrontarsi oggi. Con la consapevolezza che la crisi che stiamo
vivendo non è soltanto economica, ma segna le identità,
le mentalità, il nostro approccio alla realtà. Nuove povertà
materiali si intrecciano con una crescente povertà morale,
con l’emergenza educativa, con una convivenza civile a rischio
di logoramento. Ed è in questo contesto che trova senso e legittimità
una nuova idea di cultura pubblica, svincolata dai processi
di omologazione e dalla pura dimensione di mercato. Pur sapendo
che con il mercato è necessario misurarsi, che il fare cultura
rimanda a un segmento produttivo importante come quello dell’industria
creativa e che quanto più una città è attrattiva tanto
più cresce non solo nella sua qualità della vita, ma nelle sue
opportunità di lavoro. Serve quindi una cultura che sia capace
di allargare il proprio pubblico, valoriale ma non ideologica,
aperta ai linguaggi della modernità ma che non rinuncia
a promuovere le specificità e la memoria dei luoghi della città.

Una cultura in grado di reagire a una riduzione delle risorse
innovando le modalità di gestione, superando antiche autoreferenzialità
e conservatorismi, radicando sempre di più una logica
di sistema. Bisogna cominciare a tracciare strade nuove.

Per il 2010/11 il programma della Fondazione per la Cultura
Palazzo Ducale e dei musei genovesi si muove in questa direzione
consolidando un’esperienza di due anni che hanno visto non
solo centinaia di migliaia di presenze, ma importanti coproduzioni
con operatori privati, produzioni proprie che sono state esposte
in altre città, organizzazione di eventi come “la Storia
in Piazza” che già nella sua prima edizione ha riscosso un consistente
successo di pubblico. L’offerta culturale si è allargata
a pubblici diversi tenendo ferma la ricerca della qualità e la
presenza di voci internazionali. Di fatto la Fondazione Palazzo
Ducale ha definito la propria identità in questa relazione tra
il forte dialogo con la città e lo sguardo e la presenza del
mondo a Genova.

Ancora una volta presentare il programma di un anno non è
stato facile. Implica tanto lavoro da parte di tanti. è però un
modo trasparente per esplicitare il senso delle scelte fatte,
rompere con la casualità, assumersi delle responsabilità pubbliche,
anche sugli eventuali errori. Ma soprattutto vorremmo che
fosse uno strumento di confronto, utile a costruire rete e azioni
comuni. Che poi è ciò che serve a questa città.

Andrea Ranieri, Assessore alla Promozione della Città e ai Progetti Culturali del Comune di Genova

Luca Borzani, Presidente Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura

    
    
    
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