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Note musicali di Genova

Stradivarius-violin

concerto aperto alla città, con
Eliano Calamaro, Andrea Cardinale
e José Scanu
 
9 febbraio 2018, ore 17.30
Sala del Maggior Consiglio

 

Ingresso libero, sino ad esaurimento posti

A Compagna e la Fondazione De Ferrari, in collaborazione con il Comune di Genova, offrono alla città il concerto “Note musicali di Genova”, con tre speciali protagonisti: il violino Guarneri del Gesù di Paganini, da lui detto “il Cannone”; la copia di questo che Paganini fece fare a Parigi e che donò al suo allievo Sivori, violino oggi detto “il Sivori”; e la chitarra di Mazzini.
Saranno i maestri Eliano Calamaro, Andrea Cardinale e José Scanu ad eseguire il programma originale e di altissimo livello.

 
Il violino “Cannone” di Paganini
Il “Cannone”, lo straordinario violino costruito nel 1743 dal grande liutaio cremonese Bartolomeo Giuseppe Guarneri detto “del Gesù”, fu donato a Paganini nel 1802, probabilmente da un mecenate francese, e lo predilesse tra tutti quelli che possedeva. Il “Cannone”, così soprannominato per la pienezza del suono, fu l’eccezionale partner del suo virtuosismo. Paganini nel testamento lo lasciò alla sua città natale, Genova. Dal 1851 il violino, insieme ad altri cimeli paganiniani, è conservato a Palazzo Tursi.
Celebri violinisti si sono esibiti con il “Cannone” in Italia e all’estero.
 
Il violino “Sivori”
Nel 1833 a Parigi Paganini affidò il “Cannone” al celebre liutaio Jean-Baptiste Vuillaume (1798 – 1875), perché era necessario un intervento di restauro del piano armonico. Vuillaume riparò perfettamente il “Cannone” e ne realizzò una magnifica copia che donò al maestro in segno di stima.
Nel 1840 Paganini vendette la copia al suo allievo Camillo Sivori (1815 – 1894) e fece consegnare da Germi a Vuillaume i 500 franchi ricavati dalla vendita, dichiarandosi sicuro che il liutaio avrebbe compreso il suo desiderio di compiacere un amico ed un artista.
Tra i diversi strumenti che possedeva – un Amati, uno Stradivari e un Bergonzi – Sivori predilesse sempre il “Vuillaume”, anche perché l’aveva ricevuto dal suo maestro.
Dopo la sua morte gli eredi donarono il violino al Comune di Genova. Da allora il “Sivori” è custodito a Palazzo Tursi insieme al “Cannone”.
 
La chitarra di Giuseppe Mazzini
La chitarra appartenuta a Giuseppe Mazzini fu realizzata dal liutaio Gennaro Fabricatore di Napoli nel 1821, e utilizzata da Mazzini nei lunghi anni trascorsi a Londra. Nel 1933 fu donata da Josephine Shaen, figlia di un amico inglese di Mazzini, al Comune di Genova affinché fosse conservata ed esposta nell’erigendo Istituto Mazziniano.
Giuseppe Mazzini fin dalla più giovane età coltivò l’interesse per la musica, divenendo musicista egli stesso. I suoi interessi musicali trovano testimonianza nei suoi scritti, nella nutrita corrispondenza intercorsa con la madre e con gli amici, e nella Filosofia della musica (1836), pubblicata inizialmente a puntate su “L’Italiano”, rivista promossa da Mazzini e da altri esuli di orientamento democratico presenti a Parigi.
Convinto assertore dell’educazione musicale quale elemento indispensabile nell’educazione e nella formazione dei singoli individui e dei popoli, divenne un profondo conoscitore del repertorio musicale del Settecento e dell’Ottocento. La chitarra appartiene alle collezione del Museo del Risorgimento, situato nella Casa natale di Giuseppe Mazzini in via Lomellini.

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