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DesertMed
Le isole deserte del Mediterraneo

 
12 dicembre 2013 – 2 febbraio 2014
Museo d’arte contemporanea Villa Croce
 
Anteprima stampa: mercoledì 11 dicembre 2013, ore 11
 
Inaugurazione: giovedì 12 dicembre 2013, ore 18

 
L’isola e a maggior ragione l’isola deserta sono nozioni estremamente povere e deboli da un punto di vista geografico; esse possiedono un debole statuto scientifico. Ma questo va a loro onore. Non c’è alcuna unità oggettiva nell’insieme delle isole. Ancora meno nelle isole deserte. Magari l’isola deserta può avere un suolo estremamente povero. Deserta, essa può essere un deserto, ma questo non è affatto necessario. Se il vero deserto è inabitato, esso lo è in quanto non presenta le condizioni di diritto che renderebbero la vita possibile, vita vegetale, animale o umana. Al contrario, che l’isola deserta resti spopolata, resta un puro fatto che si collega alle circostanze, vale a dire a ciò che la circonda.
L’isola è ciò che il mare circonda, ciò che è deserto è l’oceano tutto intorno. Ed è in virtù delle circostanze che le navi passano da lontano e non si fermano mai. (tratto da: Gilles Deleuze, L’isola deserta e altri scritti. Testi e interviste 1953-1974, Torino 2007)
Il Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce propone per la prima volta in Italia una mostra che raccoglie il frutto del lavoro di ricerca portato avanti in questi anni dal collettivo Desertmed.
Desertmed è un’indagine artistica multidisciplinare rivolta alla scoperta delle isole deserte del Mediterraneo che analizza le cause storiche, politiche e geografiche del loro abbandono. Le isole visitate dai membri del collettivo sono state suddivise in categorie a seconda del loro impiego odierno: Isole naturali, private, turistiche, adibite a parchi naturali, divenute sedi di prigioni, di insediamenti militari o industriali.
Il risultato della ricerca è composto da video, fotografie, disegni, sculture, materiali audio, rilievi, mappe e interviste che tentano di fornire allo spettatore “una cartografia poetica e concettuale” degli unici spazi rimasti liberi nel mediterraneo. Desertmed Cerca di rendere visibile l’invisibile attraverso l’interazione tra tecnologie tradizionali e tecnologie digitali innovative, senza privilegiare le une rispetto alle altre, convinti che il confine tra i vari modi di rappresentare possa essere superato. Il collettivo, conosciuto a livello internazionale, ha esposto in rilevanti sedi quali Berlino, Istambul e Salonicco, inizialmente composto da Giulia di Lenarda, Armin Linke, Amedeo Martegani Giuseppe Ielasi, Renato Rinaldi e Giovanna Silva ad oggi annovera collaborazioni con artisti, fotografi, architetti, sound artist, scrittori e teorici. (Daniele Ansidei, Aristide Antonas, Elina Axioti , Angelo Boriolo, Giulia Bruno, Fabian Bechtle, Antonia Dika, Stefano Graziani, Wilfred Kühn e Simona Malvezzi, Franck Leibovici, Carlo Marchi, Carlo Ratti, Donato Ricci, Stella-Sophie Seroglou, Francesco Siddi, Andrea Tamburini)
 
Collettivo iniziale:
Giulia Di Lenarda, vive a Milano, fotografa e ricercatrice.
Giuseppe Ielasi, vive a Vimercate, musicista.
Co-curatore di Senufo Editions www.senufoeditions.com
Armin Linke, vive a Berlino, artista, lavora con fotografia, video e vari media, professore di fotografia presso University for Arts and Design Karlsruhe.
Amedeo Martegani, vive a Milano, artista, lavora con disegno, fotografia e vari media.
Giovanna Silva, vive a Milano, architetto, fotografa, artista. Cofondatrice della rivista San Rocco www.giovannasilva.com
Renato Rinaldi, vive a Cividale, musicista, compone colonne sonore per il teatro e la radio.
 
Desertmed vuole ringraziare
Flavio Albanese, Luca Alfonso, Carlo Antonelli, Paolo Berto, Milena Brambilla, Nina Brambilla, Roberto Badoglio,
Ilaria Bonacossa, Valerio Bozzo, Damien Bright , Alice Bulgari, Pierluigi Cacioppo, Renato Cafiero, Giuseppe Calabrese,
Gennaro Carducci, Carla Caredda, Aurora Ciardelli, Federica Cimatti, Massimiliano Cipriano, Paola Clerico,
Paolo Colombo, Siro Corriga, Sandro Cortis, Lieven De Cauter, Diego Domenico, Luca Fais, Carlo Forteleoni, Kurt W. Forster, Els Hanappe, Rebecca Harms, Vincenzo Latronico, Michele Marchetti, Iginio Marson, Mauro Martino, Romina Mastellone, Salah Matmati, Francesco Mattuzzi, Luisa Mazier,Carlo Alberto Mazzerbo, Daniele Milani, Giulia Nomis, Raja Noomane, Viviana Panaccia, Francesca Pennone, Franco Pennone, Alessandro Petti, Valerie Pihet, Giulia Pireddu, Simona Pompilio, Valerio Rosano, Annalisa Rosso, Luca Rotondo, Tassos Sakellaropoulos, Alessio Satta, Salvatore Schiano di Colella, Atman Sahnoun, Lazarus Siakos, Alessandro Silva, Laura Silva, Paolo Soravia, Marina Sorbello, Benedetta Spalletti, Angelika Stepken, Onofrio Storniolo, Elisabetta Terragni, Mario Tozzi, Silvio Vetrano, Adelina von Fürstenberg, Antje Weitzel, Edmond Zhupani
 
Desertmed vuole ringraziare per il supporto:
Albanian Ministry of Defense / Albanian Ministry of Tourism / Benaki Museum, Athens / Commissariat National du Littoral d’Algérie / Commissariat Regional au Tourisme, Bizerte / Comando Generale Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, Roma / Conservatoria delle Coste della Sardegna, Cagliari / Corpo Forestale dello Stato, Roma / Direzione e Amministrazione Penitenziaria del carcere di Pianosa e Gorgona / Ente Parco Nazionale Arcipelago Toscano / Ente Nazionale Tunisino per il Turismo, Milano / Galleria Vistamare, Pescara / Ifa Institut für Auslandsbeziehungen, Stuttgart / Istanbul Museum of Modern Art / Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale,Trieste / IUAV. Università di Arte e Design, Venezia / MAXXI. Museo Nazionale delle arti contemporanee, Roma / Ministère de la Communication d’Algérie / Ministère de l’Environnement d’Algérie / MIT. Senseable City Lab, Boston / Navionics™ / Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce, Genova / NGBK, Berlin / Parco Nazionale dell’Asinara / Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena / Science Po Media Lab, Paris / State Museum of Contemporary Art, Thessaloniki / Stavros Niarchos Foundation, Athens / Telespazio, Roma / University of Thessaly, Department of Architecture, Volos / Villa Romana, Firenze / ZKM. Museum für Kunst und Medien, Karlsruhe


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