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Le mostre de “Il Festival del Comico”

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Comicità in mostra

Quattro stanze espositive

Orari di aperura tutti i giorni dalle 10.30 alle 21

Ingresso gratuito

Il Festival “Forme del Pensiero che ride” presenta quattro “stanze espositive” per vivere comicità e ironia in quattro modi diversi:

La cultura del paradosso. Omaggio a Gualtiero Schiaffino
a cura di Barbara Schiaffino e Ferruccio Giromini
20 maggio – 20 giugno 2010
Corridoio del Piano Nobile
Inaugurazione venerdì 21 maggio ore 17.45 con Sergio Staino (Bobo)

    

Una mostra retrospettiva per rendere omaggio alla poliedrica figura di Gualtiero Schiaffino (in arte Skiaffino), autore e disegnatore umoristico e satirico, capace di valorizzare l’esercizio del cosiddetto “pensiero laterale” anche nelle vesti di editore, animatore culturale e amministratore pubblico.
In mostra una raccolta di testi e disegni umoristici e satirici realizzati da Skiaffino nel corso di trent’anni come proposte provocatorie per singolari campagne di comunicazione e di sensibilizzazione e sorprendenti “pubblicità progresso”. A fianco di queste, anche una minuziosa antologia delle invenzioni umoristiche che declinano il suo personalissimo rapporto con la politica attraverso vignette satiriche, campagne elettorali reali e immaginarie e partiti politici di fantasia, corredati da manifesti programmatici e tessere: da Eleganza Democratica, partito dandy che porta sulla scena politica il concetto del bello sostenibile, al P.O.I. (Partito Opportunista Italiano) movimento ecumenico che raccoglie tutti quelli che sono un po’ di destra e un po’ di sinistra volendo sottrarsi alla sofferenza della scelta e avere la sicurezza del risultato, al P.P.P. (Partito Politico Provvisorio), a Forse Italia, a I.I.P. (Italian Individual Party) per arrivare al P.D. (Partito Di fatto).
La mostra scaturisce dall’iniziativa Premio Skiaffino, promossa nel 2008 e nel 2009 dalla Città di Camogli e dalla Provincia di Genova, con la collaborazione e il patrocinio di Regione Liguria, STL “Terre di Portofino”, Centro per il Libro e la lettura e Direzione Generale per le Biblioteche, gli Istituti culturali e il Diritto d’autore del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Lo studio di Gilberto Govi
a cura di Marco Salotti e Fondo Govi del Museo e Biblioteca dell’Attore. Video realizzato in collaborazione con RAI Sede regionale per la Liguria e Fondazione Ansaldo
20 – 25 giugno 2010
Cortile Maggiore, sala Mercurio
Inaugurazione giovedì 20 maggio ore 17.45

    

Il Museo Biblioteca dell’Attore di Genova propone due allestimenti realizzati con alcuni dei materiali più significativi fra quelli conservati nelle sue collezioni. L’allestimento dello Studio di Gilberto Govi (1885-1966) rende omaggio al grande attore genovese conosciuto non solo in Italia, ma che aveva conquistato anche i palcoscenici del Sud America e di Parigi. Suo merito fu quello di far conoscere ed apprezzare un dialetto – il genovese – duro, stretto e ostico. In un certo senso, reinventando il dialetto come lingua teatrale, Govi inventò anche il “tipo” del genovese, così come si è radicato oggi nell’immaginario collettivo, duro, micragno, ma anche spiritoso e con un fondo di bonarietà. Lo Studio di Govi che la moglie Rina, compagna nella vita e sulla scena, ha donato insieme all’archivio al Museo e Biblioteca dell’Attore, ha un fascino particolare. L’esposizione ed alcuni filmati accostano poi al Govi “privato” i suoi memorabili personaggi. Si può in qualche modo affermare che Govi fu uno degli ultimi “Grandi Attori” della tradizione italiana, interprete magistrale di testi che ruotavano intorno al protagonista e dove il resto della Compagnia non poteva che fare da contorno e da “spalla” al “capocomico”.
Lezione di Marco Salotti e Vito Molinari, sabato 22 maggio ore 15.00. Palazzo Ducale, Sala del Minor Consiglio.

Il Signor Bonaventura di Sergio Tofano
a cura di Gian Domenico Ricaldone, dal Fondo Tofano del Museo e Biblioteca dell’Attore
20 – 25 giugno 2010
Palazzo Ducale, Cortile Maggiore, sala Mercurio
Inaugurazione giovedì 20 maggio ore 17.45

    

È il 28 ottobre 1917 quando il Signor Bonaventura – con la sua palandrana rossa, il bassotto e l’immancabile milione – fa la sua prima apparizione sul “Corriere dei Piccoli”. Da allora grandi e piccini hanno seguito con gioia le rocambolesche avventure del fortunato personaggio nato dalla fantasia e dalla matita di Sergio Tofano (1886-1973), in arte STO. I versi in rima baciata che fanno da didascalia ai disegni sono più che semplici filastrocche. Intere generazioni ne hanno imparato a memoria i testi che iniziavano immancabilmente con “Qui comincia l’avventura del Signor Bonaventura…”. Potremo scoprire, o riscoprire quell’elegante, elettrizzante personaggio, attraverso una scelta di materiali originali: dalle pagine d’epoca del “Corriere dei Piccoli” alle tavole dei disegni, dalle fotografie degli spettacoli ai volumi scritti e illustrati da Sto, dal costume originale indossato in scena a tante curiosità legate al Signor Bonaventura. Una piccola sezione sarà dedicata ai disegni umoristici sul teatro.
Gilberto Govi e Sergio Tofano possono essere visti come due opposte interpretazioni del teatro del ‘900. Nascono e si affermano a cavallo del secolo. Govi, che rappresenta caratteri, e figure tipiche del repertorio dialettale, seppure con una recitazione modernissima, surreale; Tofano, che, anche attraverso Bonaventura, mette in scena la modernità , l’eleganza, il tratto “futurista”. Tutti e due capocomici, tutti e due autori ed interpreti, due facce della medaglia del teatro “vissuto” al più alto livello di popolarità e di qualità.
Lezione di Alessandro Tinterri, sabato 22 maggio, ore 16.00. Palazzo Ducale, Sala del Minor Consiglio

Cosa c’è da ridere?
Ironia e comicità nei collage di TONINO CONTE

a cura di Danièle Sulewic
20 – 25 giugno 2010
Munizioniere
Inaugurazione giovedì 20 maggio ore 18.30 con Gino Paoli

    

La mostra propone al visitatore – in un percorso tra quadri, citazioni, oggetti curiosi e pagine scritte – un viaggio nell’anima di Tonino Conte, declinata secondo la sua particolare attitudine alla risata e alla sua universale ironia sul mondo, sui suoi abitanti e soprattutto su se stesso. Il tessuto connettivo tra i tre aspetti della sua opera è la tecnica del découpage: tra il modo di fare collage, recuperare oggetti, fare teatro e scrivere testi c’è un filo conduttore: la creazione – in un bric à brac senza distinzioni d’epoca – di qualcosa di originale. Nella mostra è allestito un angolo di biografia visionaria, alla radice del suo “ridere del mondo”, nell’interpretazione della curatrice Danièle Sulewic.
Tonino Conte ha mescolato tra loro immagini di altri autori aggiungendovi suoi scritti e commenti, a volte telegrafici, per comporre opere che parlano allo spettatore una singolare lingua “pittografica”, onirica e fantastica dove parole e immagini si mescolano per comunicare emozioni e ricordi e giocano a fare sorridere lo spettatore.
“Ciò che vedi è un’esplosione di humour, di dileggio, di trompe l’oeil mentale, come se Max Ernst strizzasse l’occhio a Duchamp. Nomi che arrivano non per caso. Uno sguardo d’amore e Cosa c’è da ridere? sembrano provenire da lì.” ( Osvaldo Guerrieri )

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