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Molloy

molloy

11 – 28 gennaio 2018
Sala Dogana

Progetto di Giorgio Musinu
 
Inaugurazione 11 gennaio, ore 18
 
Orario: mar-dom, ore 15-20
 
ingresso libero

Giovedì 11 gennaio alle ore 18 in Sala Dogana a Palazzo Ducale inaugura la mostra MOLLOY, progetto fotografico di Giorgio Musinu.
 
“Molloy” è una storia senza Storia in cui l’osservatore è lasciato con un indizio nell’opacità del nostro mondo.
Molloy è la ricerca di un mistero, l’inseguimento di un’ossessione.
Molloy prende spunto dall’omonimo romanzo di Samuel Beckett. Di quel romanzo questo lavoro riprende le atmosfere e la sospensione del senso proprio della nostra epoca. Il dramma si svolge in una tensione congelata e destinata a divenire memoria di un evento che non avrà mai luogo.
Molloy consiste di un filmato in Super8 e una serie di autoscatti con l’ausilio di telecomandi e temporizzatori, realizzati in svariate location fatiscenti e in stato di abbandono totale. Lo spettatore è invitato a inoltrarsi in questo “mondo” surreale ed estraneo alla vita di tutti i giorni, in compagnia del medesimo personaggio e della sua cinepresa.
 
“Molloy” is a story without Narration in wich the observer is left with a hint in the opaqueness of our world. Molloy is the research of a mystery, pursuit of an obsession. Molloy is inspired by the homonym novel of Samuel Beckett. From this novel it gets the atmospheres and the
suspension of the real meaning of our days. The drama takes place in a chilled strain, doom to become memory of an event that will never happen.
Molloy consists in a shoot on a Super8 film and a series of selfportraits made using remote controls and timers in many abandoned and ruined places. The audience is invited to come in and follow this surreal world, so different from everyday life, along with the same character and his videocamera.
 
Giorgio Musinu Genova, 1990
Inizia il suo percorso fotografico studiando fotografia a Genova e frequentando attualmente il master di alta formazione sull’immagine contemporanea di Fondazione Fotografia Modena.
Le sue opere non fanno riferimento a una forma riconoscibile ma si avvicinano a una vasta scala di argomenti su più livelli. Con il rifiuto di una verità oggettiva e narrazioni culturali globali, l’interpretazione diviene personale, poliedrica e metaforica. L’autore crea opere in cui l’evento reale deve ancora avere luogo o semplicemente è terminato: momenti suggestivi di
atmosfera con il dramma che si svolge in una tensione congelata destinata a divenire memoria di un evento che non avrà mai luogo.
 
Giorgio Musinu was born in Genoa (Italy) in 1990
His works do not refer to a recognizable form but approach a wide range of topics on multiple levels. By refusing an objective truth and global cultural narratives, the interpretation becomes personal, multifaceted, and metaphorical. Evocative moments of atmosphere with the drama that takes place in a cold tension destined to become a memory of an event that will never happen.



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