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3 marzo – 8 luglio 2007
 
Appartamento del Doge, Palazzo Ducale
Sezione a Palazzo Rosso, Via Garibaldi 18

In collaborazione con il Blanton Museum of Art di Austin, Texas.
 
A cura di Piero Boccardo, Franco Boggero, Clario Di Fabio, Lauro Magnani, con la collaborazione di Jonathan Bobe


 
Orario:
Da martedì a venerdì 9-19
Sabato e domenica 10-19

Luca Cambiaso, è senza dubbio l’artista ligure internazionalmente più noto, grazie alla complessità della sua esperienza artistica, alla sua qualità di disegnatore e soprattutto alla sua opera all’Escorial che ne conferma la notorietà nel panorama del tardo Cinquecento europeo.
 
Il carattere di esemplarità del pittore ligure nel suo rapporto con i grandi maestri del Cinquecento – Michelangelo, Correggio, Tiziano – e la sua dimensione europea, sono i presupposti di questa importante iniziativa espositiva che, a distanza di 50 anni dell’ultima mostra monografica, offre al pubblico una ampia selezione di opere che rivelano in modo completo le scelte del pittore e che permettono di seguirne l’itinerario artistico dall’esperienza giovanile fino all’attività per la corte spagnola.
 
Contemporaneamente al rivelarsi dell’attività dell’artista, Genova vive un momento di formidabile sviluppo del suo ruolo economico e politico, inserita in un circuito che lega i grandi centri del potere europeo. Cambiaso opera proprio in quel momento di eccezionale protagonismo della città, agli inizi della stagione nella quale l’aristocrazia genovese vuole e riesce a mostrare il ruolo internazionale raggiunto: lo testimoniano l’eccezionale sviluppo edilizio con la diffusione di una originale tipologia di palazzi e di ville, recentemente riconosciute dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità, e la coeva necessità di esprimere una grande decorazione che attraverso iconografie appropriate dichiarasse la ‘virtù’ della classe dominante.
A Palazzo Ducale, lo spazio espositivo è articolato in una sequenza di sezioni che ripercorrono cronologicamente l’esperienza pittorica di Luca Cambiaso. A partire dal contesto degli anni Trenta del Cinquecento con la presenza dell’insegnamento dei grandi maestri, l’attenzione punta sempre più sullo specifico della vivace sperimentazione dei modi del pittore ligure: le tavole del primo periodo, i soggetti profani, i celebri notturni, le grandi pale d’altare, l’attività di frescante – testimoniata in mostra da una serie di studi e prove grafiche di grande valore, accanto a tre proiezioni tutte dedicate ad alcuni dei più importanti cicli decorativi per le dimore dell’aristocrazia e per le rinnovate forme della comunicazione religiosa – fino alla presenza in Spagna.
 
Una ricca campionatura dell’opera grafica è esposta nelle sale di Palazzo Rosso, dove è inoltre possibile ammirare altre interessanti opere a olio.
 
Percorsi cambiaseschi
In occasione della mostra da Palazzo Ducale partono diversi itinerari alla scoperta di Chiese e Palazzi che documentano l’attività di Cambiaso per la committenza locale e il fiorire dell’architettura e della grande decorazione a Genova nel periodo del suo massimo splendore.
Per informazioni e prenotazioni tel. 0105574004.



La mostra

La mostra Luca Cambiaso. Un maestro del Cinquecento europeo, ospitata dal 3 marzo all’8 luglio 2007 nella doppia sede di Palazzo Ducale e Palazzo Rosso, offre la possibilità di ripercorrere, alla luce dei più recenti studi, l’esperienza pittorica di un artista emblematico del secondo Cinquecento e la sua nota qualità di valentissimo disegnatore fino alla conclusione della sua attività alla corte spagnola di Filippo II. Un prestigioso incarico che conferma il ruolo di assoluto protagonista giocato dal Cambiaso nel panorama del tardo Cinquecento europeo.
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L’iniziativa, cronologicamente successiva ai festeggiamenti dell’anniversario cambiasesco (1585-1985) svoltisi a Moneglia, è concepita come ideale approfondimento dell’esposizione americana svoltasi ad Austin presso il Jack Blanton Museum of Art, ed è curata da Piero Boccardo, Franco Boggero, Clario Di Fabio, Lauro Magnani, con la collaborazione di Jonathan Bober. Grazie ad un’ampia selezione di opere, le scelte del pittore sono presentate in maniera completa, consentendo di seguirne l’itinerario artistico dall’esperienza giovanile fino alla partenza per la Spagna.
I duecento oggetti esposti tra dipinti, disegni, sculture, arazzi e miniature vantano provenienze da tutto il mondo, si contano infatti: le Gallerie fiorentine, la Pinacoteca di Brera, la Galleria Sabauda, il Polo Museale romano, il British Museum, il Museo del Prado, il Monastero Reale di San Lorenzo dell’Escorial, il Louvre, la Gemäldegalerie di Berlino, l’Albertina, la National Gallery di Edimburgo, il Blanton Museum di Austin, il New Orleans Museum of Art, il Princeton University Art Museum.
 
La prima delle quindici sale in cui la mostra si articola si apre con un autoritratto nel quale l’artista si raffigura nell’atto di dipingere il padre Giovanni, spunto per evocare immediatamente gli anni trenta del Cinquecento e, dunque, l’imprescindibile lezione dei grandi maestri del secolo, chiamati in gioco, nelle stanze immediatamente successive, da dipinti e disegni di straordinaria efficacia e forza esemplificativa. Sullo sfondo, la proiezione degli affreschi realizzati insieme al padre Giovanni nel palazzo di Antonio Doria (oggi sede della Prefettura), escamotage per richiamare in mostra la grande fortuna di frescante dell’artista. Nelle prime sale si trovano le tavole giovanili – tra cui spiccano l’Adorazione dei Magi della Sabauda e l’Adorazione dei pastori di Brera –, accanto a dipinti che presentano l’ambiente pittorico genovese in cui Cambiaso, console dell’arte della pittura nel 1550, operava. Il tema della Vergine con il Bambino, continuamente frequentato nella produzione cambiasesca, è portato in mostra attraverso numerosi quadri, alcuni mai mostrati in Italia prima d’ora, e un’inedita scultura recentemente riscoperta, a testimonianza dell’attività scultorea dell’artista. Nel grande salone dell’Appartamento del Doge una decina di pale d’altare illustrano la fortuna della sua produzione religiosa: dipinti su tavola di grandissima qualità, dai colori vivaci, dalla materia pittorica stesa con piacevolezza e libertà di tocco: è qui che si possono trovare le inconfondibili sigle cambiasesche. Parallelamente, diverse tele di soggetto profano – fra le quali le magnifiche Venere e Adone di Parigi e Venere e Amore sul mare della Borghese – ricreano, in un ambiente raccolto, il gusto antiquariale e raffinato dell’artista e dei suoi committenti, proprietari dei grandi palazzi e delle ville alessiane che cominciavano a moltiplicarsi in città.
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Centro del percorso è la sezione dedicata alla rievocazione delle sensibilità correggesche, tanto care al Cambiaso. A partire dalla straordinaria Madonna della chiesa della Cella e attraverso il Riposo dalla fuga in Egitto dell’Accademia e la tela del Battesimo della chiesa di Santa Chiara, è possibile comprendere quanto la pittura cambiasesca si sia ispirata alla lezione emiliana, sapendone ricavare un’interpretazione personale, ricca di colti rimandi e riflessi.
 
Accanto a questo fondamentale riferimento è presentata la collaborazione con Giovan Battista Castello, il Bergamasco. Lo stretto rapporto tra i due si esplicita attraverso disegni, dipinti, arazzi, tra tutti i magnifici fogli del British Museum, preparatori per gli affreschi della volta della navata centrale della chiesa di San Matteo. Qui si trova anche la seconda proiezione dedicata alle grandi scene de Il Ratto delle Sabine di Villa Cattaneo Imperiale e il Ritorno di Ulisse del Palazzo Grimaldi della Meridiana (1565 ca.). La sezione dedicata alle tele profane della maturità offre uno spaccato significativo della produzione dalla metà degli anni sessanta agli anni settanta: dall’amore di Venere e Adone, alla figura di Lucrezia, al tema di Diana e Callisto, all’allegoria della Vanitas. Opere in cui l’artista rivela una matura considerazione delle suggestioni venete, da Tiziano a Veronese, per arrivare alla sezione dei celebri “notturni”: Cambiaso predilige atmosfere notturne con lumi di candela o bagliori di torce.
Notissima la Madonna della candela di Palazzo Bianco e la celeberrima tela con Cristo davanti a Caifa, opere che sottolineano la fortuna di questa produzione, apprezzata notevolmente anche nel XVII secolo, evocato ancora nelle stanze successive dedicate al soggetto dell’Ecce Homo e alla Carità, nella duplice interpretazione del Cambiaso e dello Strozzi.
Infine nella Cappella del Doge sono esposti cinque dipinti religiosi, segni della produzione più tarda, come la grande e drammatica tela della Deposizione per la chiesa di Santa Chiara, dove l’artista, attraverso una pittura rapida e semplificata, giunge ai vertici di una concentrata spiritualità e un’espressione patetica di grande efficacia.
L’ultima sala, che chiude la mostra di Palazzo Ducale, rievoca l’attività spagnola (1583-1585). Un inedito dipinto proveniente da Tarragona costituisce un significativo esempio della produzione di quegli ultimi anni con l’Incoronazione della Vergine in analogia con uno dei temi trattati sulla volta della basilica di San Lorenzo all’Escorial, proiettata sull’ultima parete del percorso.
 
La mostra continua in alcune sale di Palazzo Rosso dove è esposta una straordinaria selezione di disegni provenienti dai maggiori musei del mondo. Formidabile la presenza di oltre una cinquantina di fogli del Cambiaso a sottolineare un aspetto fondamentale dell’opera dell’artista che, come disegnatore, godette di una continua fortuna presso le raccolte di tutta Europa. Tra tutti merita particolare attenzione il famoso Studio di figure proveniente dal Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. Accanto ai disegni ancora significative tele del pittore, alcune di nuova acquisizione attributiva, poste in relazione con opere dei suoi discepoli: Lazzaro Tavarone, Orazio Cambiaso, Giovanni Battista Castello il Genovese, Giovanni Battista Paggi, Francesco Spezzino e artisti seicenteschi particolarmente sensibili alla sua opera, come Giulio Ansaldo e Andrea Benso. L’esposizione a Palazzo Rosso offre un’esauriente campionatura, utile ad inquadrare il linguaggio grafico dell’artista e costituisce una rassegna mai prima d’ora raccolta in un’unica mostra.
 
Anna Manzitti
 
 

Galleria Fotografica

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Luca Cambiaso
Nel tumultuoso anno del Sacco di Roma (1527) Luca Cambiaso nasce a Moneglia, una ridente località del levante ligure, dove la famiglia era riparata, ma ben presto torna a Genova dove riceve i primi insegnamenti nella bottega del padre Giovanni. Il giovane pittore cresce affascinato dalle suggestioni pittoriche di Perin del Vaga, del Beccafumi, del Pordenone – attivi nel grande cantiere genovese di Palazzo del Principe – e naturalmente di Michelangelo. Alla metà dagli anni cinquanta si avvicina alle atmosfere del Parmigianino e del Correggio, arricchendo così la qualità della pennellata e la stesura del colore, grazie ad una tecnica pittorica più libera e modulata. Con gli anni settanta nascono i celebri “notturni”, tele di soggetto sacro, eseguite come vere e proprie meditazioni sul tema della luce e sulle modalità di trasmissione di una sentita intimità religiosa, favorita in parte dalla dominante cultura post-tridentina.
 
Luca Cambiaso in Spagna
Il 31 ottobre del 1583 Luca Cambiaso, accompagnato dal figlio Orazio e dall’allievo Lazzaro Tavarone, lascia Genova e giunge a Madrid, seguendo le orme di Giovanni Battista Castello il Bergamasco, che già negli anni sessanta si era trasferito alla corte madrilena.
Il 19 novembre l’artista viene nominato pittore di corte dal re Filippo II, ricevendo l’incarico di lavorare per la basilica del Monastero di San Lorenzo dell’Escorial per cui realizza tra il 1584 e il 1585 grandi pale, e affreschi nel coro e sulla grande volta. Una sfida senza precedenti su una superficie sterminata, da affrontare senza l’aiuto di alcuna ripartizione, con schiere di santi e angeli, diligentemente seduti su seggi di nubi, intorno alla Gloria della Trinità e all’Incoronazione della Vergine. Proprio all’Escorial Cambiaso, stroncato dalla fatica per l’enorme lavoro agli affreschi, muore nel 1585, portando a termine, in un periodo di tempo straordinariamente breve, un impegno immenso.
 
 

Palazzo Ducale attraverso i secoli
Alla fine del 1200 Genova, non disponendo di una sede stabile per il Governo che si riuniva nelle dimore private dei suoi membri, acquista il Palazzo di Alberto Fieschi. La posizione strategica è ideale per il Palazzo Pubblico, ampliato accorpando gli edifici limitrofi, e dal 1339 designato ufficialmente come Palazzo Ducale. Nel 1600 nasce l’esigenza di una sede governativa che rappresenti degnamente lo splendore della Repubblica di Genova. Andrea Vannone è incaricato di progettarne il rifacimento: il risultato è una reggia grandiosa, difesa come una fortezza dalla cortina che chiudeva a sud l’attuale Piazza Matteotti. Un terribile incendio distrugge nel 1777 i Saloni, ricostruiti in forme neoclassiche da Simone Cantoni. Nell’800, demolita la cortina, il Palazzo diviene sede di uffici comunali e poi del Tribunale.
 
Palazzo Ducale oggi
L’imponente ristrutturazione degli anni ‘80 trasforma il Ducale in un grande e moderno spazio espositivo e congressuale, funzionale per eventi socioculturali, di spettacolo e di comunicazione. Nel Palazzo trovano posto anche biblioteche, archivi, ristoranti, bar e attività commerciali. Fra i grandi eventi internazionali, Palazzo Ducale ha ospitato nel 2001 il vertice G8 e organizzato nel 2004 le principali manifestazioni culturali di Genova Capitale europea della Cultura.
 
Alcune delle sale più prestigiose del palazzo sono disponibili per l’organizzazione di eventi. email: eventi[AT]palazzoducale[PUNTO]genova[PUNTO]it
 
Palazzo Rosso – Musei di Strada Nuova
Nella lussuosa cornice della casa museo, allestita da Franco Albini, e affrescata dai maggiori pittori del Seicento ligure, è esposta la ricca quadreria che comprende dipinti raccolti nell’arco di più di due secoli dalla famiglia Brignole-Sale. Tra gli artisti esposti nella galleria del nobile genovese: Veronese, Guercino, Guido Reni, Strozzi, Grechetto, Carbone, Van Dick, Dürer e molti altri ancora. Palazzo Rosso insieme a Palazzo Ducale è sede della mostra dedicata a Luca Cambiaso. Opere dell’artista si trovano anche nella Pinacoteca di Palazzo Bianco.
 
I Musei di Strada Nuova
Palazzo Rosso Via Garibaldi 18
Palazzo Bianco Via Garibaldi 11
Palazzo Tursi Via Garibaldi 9
 
Orario
Da martedì a venerdì 9-19
Sabato e domenica 10-19
 
Prezzi biglietti
Musei di Strada Nuova
(Bianco, Rosso e Tursi):
Intero 8,00 euro
Ridotto 6,00 euro
Musei di Strada Nuova + mostra Luca Cambiaso:
Intero 14,00 euro
Ridotto 12,00 euro
 
Biglietteria e Informazioni
Bookshop Musei di Strada Nuova
tel. 010.2759185
biglietteriabookshop@comune.genova.it
museidistradanuova@comune.genova.it
directmarketingmusei@comune.genova.it
www.museigenova.it
 

Luca Cambiaso a Moneglia
 
Convegno di studi
11 maggio
Antico Oratorio dei Disciplinanti
‘Luca Cambiaso. Ricerca e restauri’
Organizzato dal Comune di Moneglia in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Informazioni: tel. 0185.490576
info@prolocomoneglia.it
Per maggiori informazioni
 
14 aprile – 8 luglio
Chiesa di Santa Croce
Via Vittorio Emanuele 147
Esposizione dell’opera di Luca Cambiaso ‘La Pentecoste’ di proprietà dei Musei di Strada Nuova di Genova.
Orario: 9-19 tutti i giorni
 
Luca Cambiaso a Chiavari
 
Santuario di Nostra Signora delle Grazie
Via Aurelia 43
L’edificio fu costruito intorno al 1430. Nella controfacciata è presente il Giudizio Universale, affresco realizzato da Luca Cambiaso nella metà del XVI secolo.
 
 

Catalogo della mostra
Silvana Editore

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