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La scienza condivisa

17 Gen 2017 — 07 Feb 2017, ore 00:00

“La scienza condivisa” vuole portare al pubblico storie di scienza attraverso il racconto di donne e uomini che si esprimono attraverso la ricerca scientifica. Le loro idee e i percorsi, i risultati e le speranze. Uno dei punti di forza della scienza è proprio la messa in comune dei risultati. Anche il più solitario ricercatore o la più solitaria ricercatrice non posso fare a meno di “respirare” ciò che succede intorno. La ricerca condivisa tra coloro che la praticano accomuna persone di diverse culture, Paesi e formazione facendo dimenticare conflitti e interessi. La condivisione delle intuizioni, dei sogni e dei risultati.
Il racconto delle cadute e delle risalite che portano alla “scoperta” è il grimaldello che apre la porta del mondo della ricerca al pubblico. Offriremo una serie di racconti di giovani ricercatrici e ricercatori insieme all’esperienza di affermate scienziate e affermati scienziati: un telescopio puntato sul nostro futuro imminente.


A cura di Alberto Diaspro

Fabio Beltram

Fabio Beltram

Nanoscienza e nanotecnologia sono termini oggi molto usati (e abusati) che in questi anni si sono caricati di forti aspettative e preoccupazioni. In questo incontro verrà fornita una descrizione di cosa sia realmente la nanotecnologia, evidenziandone gli aspetti di novità e di discontinuità, e si discuterà di come la piena comprensione del potenziale (e dei reali rischi) della nanoscienza richieda un aggiornamento della nostra comprensione della stessa “natura” della materia mettendola in linea con la visione della fisica moderna.Esamineremo infine quali settori scientifici e tecnologici saranno influenzati da queste nuove metodologie e quale sarà il loro prevedibile impatto sociale ed economico con una particolare attenzione all’ambito biomedico. Fabio Beltram ha svolto la sua attività ai Laboratori Bell della AT&T a Murray Hill, NJ, dal 1986 al 1991. Tornato in Italia ha fondato e diretto la Quantum Device Division del Laboratorio TASC-INFM a Trieste per poi prendere servizio alla Scuola Normale Superiore dov’è tuttora professore ordinario di Fisica della Materia. È stato Vice Direttore della Scuola Normale Superiore dal 2005 al 2010 e, quindi, Direttore dal 2010 fino alla sua nomina nel Consiglio Direttivo dell’ANVUR nel 2016.La sua attività di ricerca abbraccia un ampio spettro di tematiche nel campo della nanoscienza e della fisica della materia. I suoi risultati sono apparsi in oltre quattrocento pubblicazioni su riviste internazionali e brevetti. Negli ultimi anni ha svolto attività di ricerca in biofisica molecolare per applicare le sue conoscenze sulla nanoscienza a questioni rilevanti nell’ambito della nanobiotecnologia e della biomedicina. Lo sviluppo e l’applicazione di sonde per lo studio della dinamica e delle interazioni di singole particelle in cellule viventi è stato il filo conduttore delle sue ricerche attualmente dirette allo sviluppo di strategie innovative di drug delivery e diagnostica ultrasensibile. rassegna La scienza condivisa

17 Gennaio 2017, ore 17.45

Laura Cancedda

Laura Cancedda

Il cervello umano è un organo estremamente complesso che contiene un numero strabiliante (oltre 100 miliardi) di unità funzionali, i neuroni. Queste cellule comunicano fra loro attraverso segnali elettrici e chimici che regolano le funzioni dell’organismo, da quelle più elementari a quelle più complesse. La comprensione del cervello e del suo sviluppo rappresenta ancora oggi una delle grandi sfide della ricerca e un punto di partenza per capire la causa delle malattie del sistema nervoso. Laureata in Chimica e tecnologie farmaceutiche all’Università di Genova, Laura Cancedda ha successivamente ricevuto il dottorato in Neurofisiologia alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Dopo un’esperienza post-doc all’Università della California di Berkeley (USA), è rientrata come team leader presso l’IIT – Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, intraprendendo il percorso della Tenure Track come direttore del laboratorio di neurofisiologia dello sviluppo. La ricerca del suo team si focalizza sui meccanismi alla base dello sviluppo del cervello in condizioni fisiologiche e in alcune patologie del neurosviluppo. Recentemente inoltre ha vinto il finanziamento Telethon alla carriera per la sua ricerca sulla sindrome di Down, ed è entrata a far parte così anche dell’Istituto Dulbecco Telethon.Infine Laura Cancedda è anche stata selezionata per far parte del FENS KAVLI network of excellence ed ha conseguito un prestigioso finanziamento Europeo per lo studio di nuovi approcci terapeutici in modelli murini di sindrome di Down (ERC CoG). rassegna La scienza condivisa

24 Gennaio 2017, ore 17.45

Alberto Mantovani

Alberto Mantovani

Il sistema immunitario è il risultato di una lunga storia evolutiva. L’identificazione delle cellule e delle molecole coinvolte nella sua funzione ha aperto la strada a strategie diagnostiche e terapeutiche innovative, che vanno dall’autoimmunità al cancro. In particolare, per quanto riguarda i tumori, si è passati da una visione centrata unicamente sulla cellula tumorale ad una che annette uguale importanza al microambiente, alla corruzione e soppressione delle difese immunitarie. Questo cambiamento di paradigma è stato associato allo sviluppo di terapie innovative che rappresentano la nuova frontiera della lotta contro il cancro. In questo scenario rientrano i vaccini, che costituiscono uno dei più grandi contributi al miglioramento della salute dell’uomo. Una delle prossime sfide è costituita infatti dalla condivisione, in una visione di salute globale che comprenda i paesi più poveri del pianeta. Laureatosi in Medicina presso l’Università di Milano, Alberto Mantovani si è specializzato in Oncologia e ha lavorato in Inghilterra e negli Stati Uniti. Ha guidato il Dipartimento di Immunologia e Biologia Cellulare dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano dal 1996 al 2005, ed è stato docente presso l’Università degli Studi di Brescia, dal 1994 al 2001, e successivamente all’Università degli Studi di Milano, fino al 2014. Da ottobre 2005 è Direttore Scientifico di Humanitas e, dal 2014, Professore Ordinario di Patologia Generale presso Humanitas University.Per la sua attività di ricerca ha ricevuto diversi premi in Italia e all’estero, tra cui il Marie T. Bonazinga Award, il Premio EFIS-Schering Plough della Eur Fed Immunol Soc, il Premio Internazionale Galileo Galilei, il Milstein Award, il Premio triennale Europeo di Oncologia dall’Organizzazione degli Istituti Europei del Cancro (OECI) e il Robert Koch Award 2016 per l’impatto trasversale sulla Medicina delle sue scoperte in ambito immunologico. rassegna La scienza condivisa

31 Gennaio 2017, ore 17.45

Silvia Piranomonte, Cristiano Palomba

Silvia Piranomonte, Cristiano Palomba

Lo scorso 11 febbraio 2016 gli scienziati annunciano la scoperta delle Onde Gravitazionali.Silvia Piranomonte, ricercatrice astronoma dell’INAF – Osservatorio Astronomico di Roma,e Cristiano Palomba, ricercatore INFN, raccontano come si è conclusa la caccia durata decenni,quella alle onde gravitazionali, delle quali Einstein aveva ipotizzato l’esistenza un secolo fa.Grazie alla proiezione di scenografiche animazioni sulle onde gravitazionali e di filmati sui grandi interferometri Virgo (Italia) e LIGO (Stati Uniti) ci immergeremo nella neonata astronomia gravitazionale per comprendere sia l’altissimo livello tecnologico raggiunto dai nuovi strumenti sia quali scoperte scientifiche ci aspettano. Silvia Piranomonte, ricercatrice astronoma presso L’Osservatorio Astronomico di Roma (INAF) si occupa di Gamma Ray Burst (o anche detti lampi gamma) e di trovare le controparti elettromagnetiche associate ai segnali di onde gravitazionali.I Gamma Ray Burst sono intensi lampi di raggi gamma che possono durare da pochi millisecondi a diverse decine di minuti. Queste potenti esplosioni costituiscono il fenomeno più energetico finora osservato nell’universo e si pensa siano associati alla morte di stelle molto massicce (Supernovae).Cristiano Palomba è ricercatore INFN della sezione di Roma e membro della Collaborazione Virgo. Si occupa principalmente di analisi dati per la ricerca di onde gravitazionali periodiche e di fenomenologia delle stelle di neutroni. rassegna La scienza condivisa

07 Febbraio 2017, ore 17.45


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