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La Danse

Valerio-Terraroli

di Henri Matisse
18 febbraio 2016, ore 21 Sala del Maggior Consiglio
 
Valerio Terraroli
 
Un inno alla gioia, un’esplosione di libertà, un’esaltazione della forza vitale promanano da una delle opere più conosciute del Novecento, e una delle più ammirate all’Ermitage di San Pietroburgo, La Danza diHenri Matisse. Perché è così importante e conosciuta? Perché si trova a San Pietroburgo?
 
La storia inizia a Mosca dove Sergej Ščukin, appartenente ad un’antica famiglia di mercanti di tessuti, dopo aver preso in mano, con successo, le redini degli affari familiari, viene introdotto nella galleria parigina del mercante d’arte Paul Durand-Ruel dal fratello Pëtr, già collezionista, tra molto altro, di opere degli Impressionisti. Egli scopre così l’arte francese e inizia ad acquistare dipinti di Pissarro, di Sisley e, soprattutto, di Monet, del quale tra il 1898 e il 1905 colleziona undici tele. Tra il 1903 e il 1904, nel corso dei frequenti viaggi a Parigi, Ščukin rivolge la propria attenzione al fenomeno del postimpressionismo, acquisendo opere importanti di Van Gogh, Cézanne e Gauguin, mentre il suo palazzo moscovita, vera e propria vetrina delle novità artistiche parigine, apre le porte agli artisti russi aggiornandoli sui linguaggi contemporanei. L’incontro con Matisse risale al 1906, tramite il gallerista Ambroise Vollard. Nel 1908 arrivano a Mosca La stanza rossa, capolavoro della fase “decorativa” dell’artista,e Il gioco delle bocce, una delle più audaci espressioni del primitivismo nella pittura moderna e prima opera di un ciclo di grandi tele che Matisse dedicherà al tema dell’età dell’oro, ossia La ninfa e il fauno, La Musica e La Danza.


rassegna I capolavori raccontati

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