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Il ceto giuridico di fronte alle Leggi Razziali

INVITO IL CETO GIURIDICO DI FRONTE ALLE LEGGI RAZZIALI-1

ne parlano Domenico Pellegrini, Carlo Brusco, Michele Marachesiello
mercoledì 13 febbraio 2019, ore 17.49
Munizioniere

Questo incontro è stato organizzato dal Centro culturale Primo Levi, dall’associazione Libera e dall’Associazione Nazionale Magistrati di Genova per ricordare l’ottantesimo anniversario dell’emanazione delle Leggi Razziali che esordirono il 5 settembre 1939 con l’esclusione – dalla scuola e dall’università – dei docenti e degli alunni e studenti ebrei per poi proseguire, con l’espulsione dal territorio nazionale degli ebrei stranieri e con la revoca della cittadinanza italiana concessa agli stessi dopo il 1919, con la destituzione dei dipendenti pubblici ebrei e, l’anno successivo, con il divieto di svolgere attività professionali private, se non a favore di altri ebrei.
Solo a coloro che avevano ottenuto la c.d. “discriminazione” fu previsto che non si applicassero le norme antiebraiche; questa parziale esenzione poteva essere concessa, per es., ai familiari di caduti nelle varie guerre e “per la causa fascista”; ai mutilati e invalidi delle varie guerre; agli iscritti al p.n.f. negli anni dal 1919 al 1922 e nel secondo semestre del 1924 ecc. e, infine, a chi avesse acquisito “eccezionali benemerenze” (riconosciute, in particolare, a chi aveva partecipato alla marcia su Roma).
Le relazioni – che verranno svolte da due ex magistrati e da un magistrato ancora in servizio – affronteranno in particolare i temi riguardanti il contenuto delle Leggi Razziali e il loro impatto sulla società italiana dell’epoca con particolare riferimento alla loro applicazione al ceto giuridico e universitario (avvocati, magistrati e professori). Verrà inoltre affrontato il tema dell’interpretazione data dalla giurisprudenza – ordinaria e amministrativa – al contenuto delle Leggi Razziali per verificare se sia stato perseguito il fine di restringere l’ambito di applicazione delle norme discriminatorie per limitarne, ove possibile, gli effetti devastanti sui diritti delle persone.
Infine si cercherà di valutare oggettivamente, se esistano nella società attuale, non solo italiana, rischi che si ricreino le condizioni per il sorgere di nuove (e diverse) situazioni che possano consentire nuove forme di razzismo nei confronti di coloro che possano essere considerati “diversi”.

A cura del Centro culturale Primo Levi, Libera – associazioni, nomi e numeri contro tutte le mafie e Associazione Nazionale Magistrati di Genova

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