
Tornato in patria solamente nel 1946, dopo la lunga prigionia in Russia, a Rudolstadt Hofmann riprende la sua
attività artistica ed espositiva con le prime mostre personali alla Galerie Gerd Rosen di Berlino e al Angermuseum
di Erfurt. In questo periodo vengono pubblicati alcuni portfolio di xilografie e litografie. Nel 1950 però
le crescenti divergenze politiche con il regime instauratosi nella Germania Orientale e le conseguenti limitazioni
alla sua attività artistica, lo spingono a trasferirsi precipitosamente a Berlino Ovest abbandonando ogni
avere e la quasi totalità delle opere.
Nel 1953 Hofmann si trasferisce a Parigi, dove frequenta, tra gli altri artisti, Alberto Magnelli e Alberto Giacometti,
che aveva lo studio nello stesso stabile di Rue Hyppolite Maindron. In questo periodo soggiorna anche
a Bruxelles, in Svizzera e a Cagnes, nel sud della Francia; mentre nel 1954 si trasferisce nella capitale belga
dove apre un altro studio che affiancherà a quelli di Parigi e del Midi francese. Continuando a mantenere contatti
con la realtà artistica di Berlino, Hofmann si apre dunque in questi anni alle più innovative esperienze dell’avanguardia
internazionale, come testimoniato d’altronde dalle sue partecipazioni nel 1952 al VIl Salon des
Réalités Nouvelles a Parigi e nel 1957, a fianco dei principali maestri del XX secolo, all’esposizione Moderne
Kunst aus Wiesbadener Privatbesitz presso lo Städtisches Museum di Wiesbaden.
Ritornato a risiedere a Berlino nel 1955, quattro anni dopo apre uno studio a Monaco per essere più vicino
alle manifatture di ceramica con le quali aveva cominciato a collaborare e alla ditta Mechanische Weberei
Pausa Ag, per la quale disegna decori per stoffe. Queste sue ricerche in campo industriale contribuiscono a
influenzare la sua coeva produzione pittorica nel senso di una semplificazione formale e di una raggiunta autonomia
linguistica. L’attività artistica trova peraltro ulteriori stimoli nell’impegno didattico: nel 1966 viene infatti
chiamato come docente alla Hochschule für Bildende Kunst di Berlino, dove svolgerà l’attività di
insegnamento per undici anni.



