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Fatuma e Assya. Due ragazze Afar in Etiopia

Aïcha Dabale

mercoledì 4 febbraio 2015, ore 17.45
Sala del Minor Consiglio

 
Aïcha Dabale presenta Fatuma e Assya
 
Aïcha Dabale, militante per i diritti delle donne e vicepresidente di Karera – Femmes de la Corne d’Afrique presenta il film-documentario
“Fatuma e Assya. Due ragazze Afar in Etiopia” di Francesco Sincich
 
Partecipa Nicoletta Varani, docente di Geografia Sociale e Presidente del Corso di Laurea Scienze della Formazione Primaria dell’Università di Genova
Modera Giuliano Carlini, sociologo delle relazioni interculturali
Traduce Maria Elena Buslacchi
 
Originaria di Gibuti, Aïcha è rifugiata in Francia dal 1997. La sua militanza risale al 1974 quando, a 17 anni, crea un comitato di ragazze contro le mutilazioni sessuali nel suo liceo, un vero tabù a Gibuti, un paese dove all’epoca oltre il 90% delle ragazzine era infibulato. Due anni più tardi viene costretta a sposare un senatore francese sessantenne, ma nel 1981 sfrutta un viaggio in Francia per non tornare più a Gibuti. Vi torna per il funerale del fratello, le viene confiscato il passaporto, ma alla fine riesce a divorziare. Nel 1985 (sono gli anni della grande fame in Etiopia) si trasferisce lì e collabora con un’organizzazione di aiuti franco-monegasca. Ma è un Afar, nel frattempo ha creato un Comitato delle Donne Gibutine Contro la Violenza e l’Impunità per denunciare centinaia di stupri commessi dall’esercito di Gibuti su ragazze Afar e riesce a portare la denuncia alla Federazione Internazionale delle Donne. E così nel 1997, su richiesta del governo di Gibuti e in violazione del diritto internazionale, viene arrestata dalla polizia etiopica e estradata a Gibuti. La accusano di essere complice dell’attività dell’opposizione afar nel suo paese e viene messa in carcere insieme al suo nuovo marito e altre persone. A&iulm;cha è incinta. Una forte pressione internazionale, cui aderisce Amnesty International, costringe il governo a liberarla dopo 6 mesi di detenzione. A Parigi, dove ottiene lo status di rifugiata, lotta per la liberazione degli altri detenuti, che usciranno 2 anni dopo.
Riprende intanto la sua attività di denuncia degli stupri. Dopo 4 anni di tentativi riesce a far arrivare in Francia una delle vittime e con lei porta la denuncia alle Nazioni Unite, alla 20a sessione del Consiglio per i Diritti dell’Uomo di Ginevra. Continua anche la sua lotta contro l’infibulazione e quella contro i matrimoni precoci attraverso l’Associazione Karera – Donne del Corno d’Africa da lei creata e il sostegno di Femmes Solidaires, la nota associazione femminista francese.
 
Il film, girato in Regione Afar d’Etiopia nel marzo 2014 e realizzato grazie ad un finanziamento collettivo su internet e al sostegno di Karera e della popolazione Afar, mostra la vita di due giovanissime ragazze che affrontano con determinazione grandi problemi.
 
Trailer: https://vimeo.com/103887896
 
L’incontro è organizzato dall’Associazione Culturale Ghazala, Genova e da Karera – Femmes de la Corne d’Afrique, Parigi.



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