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Chiara e Lucia Serlenga

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Dimmi come ti vesti
e ti dirò che popstar sei
Come la moda ha vinto la sfida di
punk e rapper

 
11 maggio 2017, ore 21
Sala del Maggior Consiglio

Nessuno ti salverà se non lo fai da sola

Così Chiara che del mondo discografico e del suo ambiente ha un’impressione distaccata. Il look è una componente essenziale del rock e dell’entertainment musicale? Lei lo ha stravolto, rispetto al primo successo, per proporre una giovane donna più matura. Il mercato della musica oscilla tra fatui innamoramenti e valori che si confermano nel tempo? Lei, forte di una laurea in economia, lo studia a fondo: . In fondo, le più celebrate rockstar inglesi hanno messo a frutto proprio le specificità dei loro studi. Non si vive solo di rock’n’roll.
 
Chiara, nome d’arte di Chiara Galiazzo, 31 anni, di Padova, è diventata popolare nel 2012 aggiudicandosi X Factor. E’ laureata in economia ed è stata una broker di fondi gestiti, prima di dedicarsi alla canzone. Voce chiara e potente, ha pubblicato tre album, “Un posto nel mondo”, “Un giorno di sole” e “Nessun posto è casa mia”, prodotto da Mauro Pagani, che ha lo stesso titolo della canzone presentata a Sanremo 2017. L’incontro con Pagani le ha permesso di chiudere un periodo contrastato, dopo la vittoria a X Factor, in cui pur partecipando a due edizioni del Festival, nel 2013 con “L’esperienza dell’amore” e “Il futuro che sarà”, e nel 2015 con “Straordinario”, non trovava una collocazione adeguata. Ripartita da zero, è un’artista completamente diversa.

La moda ai tempi della generazione Z e delle fashion icon (la modella Gigi Hadid, sua sorella Bella, Hailey Baldwin, le sorelle Olsen, Selena Gomez, Olivia Palermo, Chiara Ferragni) frantuma i codici, ha tante antenne e mette insieme linguaggi estetici anche disarmonici. Purché perfettamente decodificabili da quei ragazzi tra i 14 e i 23 anni – figli della generazione X, nipoti dei Baby Boomers, fratelli dei Millenials, insomma la prima discendenza totalmente digitalizzata e fortemente ancorata ai social network – che adorano il caos creativo favorito da abiti capaci di interagire tra loro ma anche di creare fastidiose dissonanze. La grande tendenza è far convivere ciò che nasce per strada con l’establishment, la cultura pop e quella accademica, cose strane o vintage con pezzi couture.
 
Lucia Serlenga arrivata a Milano dalla Puglia, dopo la laurea in sociologia, entra nella redazione del periodico di moda Boutique. Poi per circa vent’anni è colonna portante del settimanale Fashion; in seguito diventa caporedattore del newsmagazine Soprattutto, allegato settimanalmente a più quotidiani e infine dirige l’edizione italiana di un mensile australiano. Da libera professionista lavora per diverse testate tra cui Vogue, Panorama, D della Repubblica. Da anni collabora con il quotidiano Il Giornale di cui è critico di moda. Con l’amica e collega Daniela Fedi ha scritto due libri: “Alla corte di re moda”, un successo editoriale pubblicato da Salani e “Curvy, il lato glamour delle rotondità” edito prima da Mondadori e poi da VandA Pubblishing. Non scende mai sotto gli otto centimetri di tacco che considera il minimo indispensabile insieme con rossetto e mascara per la sua immagine.

Rassegna It’s only Rock’n’roll

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