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Bosnia-Erzegovina 20 anni dopo. Un futuro perduto?

bosnia

1 marzo 2015, ore 17
Sala Minor Consiglio

 
In collaborazione con Centro Culturale Primo Levi, Dipartimento Scienze Politiche (DISPO), Università degli Studi di Genova, Osservatorio Balcani e Caucaso, 36° Fotogramma e Palazzo Ducale.
 
Intervengono:
Ennio Remondino (giornalista),
Alberto Rizzerio (Centro Culturale Primo Levi),
Maria Grazia Palumbo (DISPO),
Michele Marchesiello (magistrato, Tribunale per l’Ex-Jugoslavia),
Marzia Bona (ricercatrice, Osservatorio Balcani e Caucaso)
 
Allo scadere dei vent’anni dalla fine della guerra e dagli accordi di Dayton la Bosnia-Erzegovina appare come un Paese impoverito da anni di crisi economiche e politiche e incapace di superare le divisioni etniche.
 
Ricucire le ferite del passato e immaginare un futuro di integrazione culturale e politica capace di creare sviluppo sociale ed economico nel Paese, sono due degli aspetti della questione bosniaca. La memoria di Srebrenica, che ogni anno si costruisce attraverso il riconoscimento e la sepoltura delle vittime, rappresenta un monito per l’intera Europa.
 
Comprendere l’evoluzione del Paese può aiutare a disegnare percorsi di pace dai quali la comunità internazionale e, in particolare europea, non può distogliere la propria attenzione.
 
L’incontro costituisce l’occasione per una riflessione sulla situazione odierna della Bosnia-Erzegovina dal punto di vista sociale, politico e economico per comprendere l’evoluzione del Paese, le sue prospettive future e il ruolo della comunità internazionale, in particolare dell’Unione Europea, nel processo di integrazione sociale e politica
 

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