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André Kertész.
Un grande maestro della fotografia del Novecento

24 febbraio – 16 giugno 2018

 

Considerato un maestro da Henri Cartier-Bresson e da Brassaï, André Kertész è una delle figure più importanti della storia della fotografia, e il suo lavoro offre ancora oggi molti spunti di riflessione e analisi.
Autodidatta, Kertész si contraddistingue per una poetica intima ed emotiva, che lascia spazio al proprio stato d’animo in una visione discreta e lucida, profondamente umana.
Di origini ungheresi, si arruolò nell’esercito Austro-Ungarico durante la prima guerra mondiale, e lì documentò con la sua macchina fotografica la vita quotidiana della trincea e le lunghe marce. Finita la guerra si trasferì a Parigi nel 1925, e lì ebbe modo di conoscere e frequentare gli artisti e gli intellettuali del momento come Mondrian, Picasso, Chagall che influenzarono e ispirarono il suo lavoro dell’epoca. A questo periodo risalgono infatti le celebri sperimentazioni fotografiche come la serie Distorsioni, in cui utilizzando uno specchio deformante da circo, gioca con le forme dei corpi, influenzato dal Surrealismo e vicino alle poetiche di Picasso, Hans Arp e Henri Moore.
Fu soprattutto l’incontro con Brassaï a dare una svolta alla sua carriera, nel momento in cui lo introdusse alla celebre rivista VU, antesignana dell’americana LIFE. Le sue fotografie iniziarono a circolare molto tra le testate più importanti, sino ad arrivare alla Keystone Agency, la più importante agenzia dell’epoca, che lo chiamò a New York nel 1937. Da quel momento, una volta trasferitosi in America, da un lato continuò a collaborare con le celebri riviste come Vogue o Harper’s Bazaar, ma allo stesso tempo iniziò a dedicarsi alla sua personale visione artistica, con mostre e pubblicazioni che lo resero ben presto uno dei più rappresentativi artisti della fotografia d’avanguardia americana.
Costretto a stare in casa a causa della malattia, e affascinato dalla vista fatta di tetti e strade sul Washington Square Park, Kertèsz cominciò a fotografare dalla finestra di casa, riuscendo a cogliere i momenti intimi delle persone che attraversavano la piazza: il lavoro From my Window è uno dei più struggenti ed emozionanti ritratti dell’umanità, colta nei momenti più semplici della quotidianità.
La mostra in programma a Palazzo Ducale presenta una selezione di negativi dalla Kertész Collection, sia degli esordi in Ungheria e della sua esperienza nell’esercito Austro-Ungarico (1912-1925), sia il periodo parigino, con i celebri nudi e i viali lungo la Senna, fino ad arrivare agli anni trascorsi a New York nell’isolamento della malattia.


Questa mostra è organizzata da Jeu de Paume, Parigi, in collaborazione con La Médiathèque de l’Architecture et du Patrimoine, ministère de la Culture – France e diChroma photography.


Sottoporticato
Palazzo Ducale
piazza Matteotti, 9
16123 Genova

Orari:
da martedì a domenica 11-19


Biglietti:

intero 10€
ridotto 8€
scuole 4€

I visitatori sono tenuti a lasciare all’ingresso delle zone espositive bagagli e a depositare negli appositi armadietti borse voluminose e zaini.
Negli spazi espositivi e congressuali è inoltre vietato:
- introdurre animali, ad eccezione di quelli utili per accompagnare le persone disabili, e qualunque oggetto che per le sue caratteristiche possa rappresentare un rischio per la sicurezza delle persone, dell’edificio, delle strutture;
- effettuare riprese fotografiche e audiovisive non autorizzate o in deroga con le norme esposte alla biglietteria;
- fumare in tutti i locali della Fondazione;
- usare il cellulare all’interno degli spazi espositivi;
- consumare cibi e bevande.
Altri divieti possono essere imposti in biglietteria o direttamente nelle zone espositive per ragioni di sicurezza
L’intera carta dei Servizi di Palazzo Ducale è consultabile qui



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