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Ai margini del bianco

pedretti

Ai margini del bianco
Mostra personale di Antonio Pedretti

1 – 23 settembre 2018
Sala Liguria
 
a cura di Angelo Crespi

Inaugurazione sabato 1 settembre, ore 18
Orari: da lunedì a venerdì, ore 9-19
sabato e domenica ore 11-18
Ingresso libero

La Società Promotrice delle Belle Arti della Liguria e la galleria MAG di Como presentano da sabato 1 a domenica 23 settembre 2018, la mostra personale del Maestro Antonio Pedretti dal titolo Ai margini del bianco.
All’inaugurazione di sabato 1 settembre alle ore 18 parteciperanno il Maestro Antonio Pedretti e Angelo Crespi, per l’intervento curatoriale.
La galleria MAG è orgogliosa e grata di poter presentare al pubblico ligure in una sede così prestigiosa e centrale, il nuovo progetto artistico del Maestro Antonio Pedretti, artista internazionale e caposcuola del genere paesaggistico, uno dei soggetti artistici più strettamente legate alle fondamenta della cultura occidentali, ma espresse con il suo personale atteggiamento contemporaneo e informale.
 
Antonio Pedretti nasce a Gavirate (VA) nel 1950, frequenta la Scuola di pittura del Castello Sforzesco e l’Accademia di Brera, abbandonata nel 1972 perché si sentiva in disaccordo con le correnti artistiche dell’epoca, spazialismo e concettuale in primis, avendo nelle sue corde più intime, il bisogno di far emergere dai suoi dipinti, un’immagine che solletichi i ricordi delle persone.
A 16 anni la sua prima personale alla galleria Ca’ Vegia di Varese e ora dopo più di 50 anni di carriera, il suo curriculum può vantarsi di esposizioni e progetti artistici in alcuni tra i luoghi più celebri di tutto il mondo.
Nello Spazio Liguria all’interno di Palazzo Ducale di Genova, l’artista lombardo, ma ligure di adozione perché da 20 anni vive gran parte dell’anno a Varigotti nel Finalese, presenta un progetto nuovo, o, se vogliamo, l’evoluzione di un concetto già espresso nei sui famosi bianchi.
Come scrive giustamente il curatore Angelo Crespi, « Tutto quello che avviene nella pittura di Pedretti sta dunque ai margini del bianco. I suoi panorami estesi, o le micro vedute, principiano dal bianco e nel bianco sembrano doversi sgretolare; e uno dopo l’altro nella loro approssimazione a un ideale, nel loro approssimarsi, compongono il paese, la patria del pittore. »
Attraverso queste nuove 20 opere, quasi tutte di grandi dimensioni, il Maestro Antonio Pedretti vuole focalizzare l’attenzione del pubblico su tre aspetti fondamentali: I margini, intesi come esterno a qualcosa, ma che in realtà sono centrali alla vita, la tecnica e l’emozione della memoria.
Come scrive nuovamente il curatore Angelo Crespi: « Il termine “margine” porta con sé numerosi significati: dal punto di vista topografico indica la periferia, dal lato esistenziale connota la marginalità di una cosa che non significa, si badi, la sua inutilità, piuttosto lo stare a lato, distaccata, una sorta di sprezzatura etica. Ma il margine può essere considerato anche una soglia da attraversare, un bordo che delimita un campo, un foglio, appunto una tela, un bordo da oltrepassare, e in questo senso si può capire che il margine sia in fin dei conti, almeno in campo geometrico, una semplice linea il cui spessore però non è dato conoscere ».
È periferico ciò che sta intorno a qualcosa di centrale, delle zone marginali, e talvolta viene usato anche come aggettivo negativo, invece il Maestro Pedretti ribalta tutto offrendoci quella che è la periferia della natura, i margini più incontaminati, proprio quei luoghi dove l’essere umano è meno presente e quindi più puri. Nella serie di 12 opere verticali e allestite come una serie di frame cinematografici una accanto all’altra, l’equilibrio di forze della natura è il filo conduttore, dove la morsa della neve scesa dall’alto, si contrappone alla forza ascensionale della rigenerazione della natura e degli alberi.
La morsa della neve non è meno potente della forza della materia, dove la pittura è macerata, rigirata e impastata direttamente sulla tela, che si contrappone alla linearità della carta inserita come se fosse materia pittorica. La pittura è il vero protagonista, la vera pittura, fatta di passione e di carattere, di immagine e di racconto, a volte solo celato che conduce il fruitore a ricordi primitivi e personali.
Salvatore Marsiglione


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