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500 anni dalla Riforma protestante

21 Apr 2017 — 26 Mag 2017, ore 17:00

Il 31 ottobre 1517 Lutero, profondo conoscitore della Bibbia, affisse a Wittenberg 95 Tesi contro le indulgenze papali,. Studiando la Lettera di Paolo ai Romani, scoprì che la Chiesa, con la siua insistenza sul do ut des delle buone opere, aveva smarrito il cuore del Vangelo di Gesù e di Paolo, la buona notizia che Dio ci salva gratuitamente accettandoci come siamo (sola Gratia).
Tutti i cristiani sono sacerdoti, il “laico” liberato non ha più bisogno di un mediatore-uomo con Dio. La sua vocazione si compie nel mondo del lavoro. La Bibbia, tradotta dalle lingue originali, è posta al centro del culto e della vita cristiana.
Questa Riforma, cui aderì la metà dell’Europa e poi dell’America, ebbe effetti profondi anche in campo politico-sociale, etico e culturale, aprendo la via al mondo moderno, alla libertà di pensiero e alla democrazia.
Nell’ottobre 2016 papa Francesco l’ha celebrata a Lund in Svezia insieme alle Chiese evangeliche (circa 800 milioni di cristiani).
 
A cura di Chiesa Evangelica e Centro Culturale Valdese di Genova, Segretariato Attività Ecumeniche, Archivio Diocesano Genova

Lucia Felici e Massimo Rubboli

Lucia Felici e Massimo Rubboli

Convivere con l’Altro. Il dibattito sulla tolleranza religiosa nel Cinquecento. Lucia Felici La mia conferenza verterà sul dibattito relativo alla tolleranza e alla libertà religiosa che si sviluppò in Europa dalla metà del Cinquecento. La frattura dell’unità cristiana determinata dalla Riforma protestante impose con forza il problema della convivenza tra confessioni diverse, la cui risoluzione fu quasi sempre affidata alla repressione e alle armi. Le lotte religiose che lacerarono l’Europa, con la loro tragica scia di persecuzioni, roghi, esili forzati, segnarono il cosiddetto “secolo di ferro” (1550-1650).Tuttavia col conflitto si originò, oltralpe, anche la riflessione moderna sulla convivenza con l’Altro, sulla libertà di fede e di coscienza. Pratiche e legislazioni atte a regolare la coesistenza fecero seguito, influenzando e venendo influenzate dal moto di pensiero. Il principale vivaio di idee fu il mondo del radicalismo religioso, generalmente soggetto alla coercizione ecclesiastica. E a distinguersi come apologeti della tolleranza furono soprattutto i non conformisti italiani. Riflessioni e controversie investirono le nozioni di fede, di diritti individuali, di Chiesa, di Stato e si posero all’origine del mondo moderno. Lucia Felici è professore di Storia moderna all’Università di Firenze. Si occupa di storia religiosa, culturale e sociale dell’Europa del Cinquecento. I suoi filoni di ricerca sono rappresentati dalla storia della tolleranza, dell’erasmismo, del non conformismo religioso, della circolazione di uomini e idee, dell’Islam nella società europea cinquecentesca. E’ autrice di numerose pubblicazioni sulla storia della Riforma protestante e della tolleranza nel XVI secolo. Tra esse Tra Riforma ed eresia. La giovinezza di Martin Borrhaus (1499-1528), Firenze 1994; Profezie di riforma e idee di concordia religiosa, Firenze 2009; Giovanni Calvino e l’Italia, Torino 2010; La Riforma radicale nell’Europa del Cinquecento, Roma-Bari 2012 (con M. Biagioni); La Riforma protestante nell’Europa del Cinquecento, Roma 2016. La tolleranza in Olanda e nei Paesi anglosassoni Massimo Rubboli Il movimento anabattista, nato nell’ambito della Riforma radicale,…

21 Aprile 2017, ore 17.00

Umberto Stagnaro e Emmina De Negri

Umberto Stagnaro e Emmina De Negri

Arte e ProtestantesimoUmberto Stagnaro Arte e protestantesimo, esempi di linguaggio. La Wittenberg di Lutero e Cranach. La pittura olandese del secolo d’oro. Artisti protestanti di ’700 e ’800. Gli Stati Uniti: il pennello dei pionieri. Nato nel 1945, vive e lavora a Finale Ligure e Torre Pellice. Studia al Liceo Artistico ” N. Barabino ” di Genova. Dal 1964 è a Torino dove frequenta corsi di grafica e opera nel campo pubblicitario. Dal 1967 al 2011 cura la veste grafica dell’Editrice Claudiana, parallelamente intraprende un percorso di studio concentrato sul rapporto arte – protestantesimo. Insegnante di comunicazioni visuali e fotografia nel 1977 è trasferito a Finale Ligure dove insegna disegno e storia dell’arte presso il Liceo Scientifico ” A. Issel “. Dal 1979 realizza fumetti storici sul protestantesimo per diverse case editrici italiane e straniere. Dal 2010 si dedica totalmente all’attività artistica. Problematiche religiose e cultura artisticaEmmina De Negri La più recente storiografia ha ampiamente sottolineato che il Cinquecento è il secolo del Rinascimento ma, abbandonato il modello della classicità, anche della sua crisi. Il Concilio di Trento. I modelli architettonici proposti dai nuovi Ordini religiosi (Gesuiti, Barnabiti, Padri delle Scuole Pie) e la loro diffusione in Europa. La diocesi di Milano e l’ Instructiones fabricae di Carlo Borromeo. Già professore di Storia dell’Architettura all’Università di Genova si è sempre interessata al rapporto tra architettura e manufatto urbano, alla crescita della città, ai problemi del recupero. Ha pubblicato studi sull’architettura del Cinquecento e dell’Età barocca, sull’Ottocento, in particolare: Architettura delle chiese gesuitiche: progetti e realizzazioni, in Atti Convegno Internazionale I Gesuiti tra impegno religioso e potere politico nella Repubblica di Genova, Genova 1992. Il Noviziato di Genova, preesistenze e cultura locale, in Atti del Convegno Internazionale L’ architettura della Compagnia di Gesù in Italia, XVI-XVIII sec. Milano 1992. Del Collegio dei Gesuiti o del Palazzo…

05 Maggio 2017, ore 17.00

Michele Cassese

Michele Cassese

Un lungo cammino, condizionato tra l’altro da eventi politici e influssi culturali, o sollecitato da sfide storiche ha portato la chiesa cattolica e le chiese nate dalla Riforma a un nuovo reciproco rapporto. Al cambiamento hanno contribuito il movimento ecumenico, l’indagine storiografica oggi più incline ad indagare sugli eventi senza pregiudizi e servendosi del metodo storico critico; e in campo cattolico il concilio Vaticano II (1962-65), che ha riconosciuto le divergenze, ma ha anche sottolineato “speciale affinità e stretta relazione” e “mutua stima” tra chiesa cattolica e mondo protestante. Ne è seguito un dialogo con riconoscimenti reciproci, coronati da documenti comuni, l’ultimo dei quali è la “Dichiarazione congiunta di Lund” (2016), in cui ci si impegna a “testimoniare insieme la grazia misericordiosa di Dio” e a “crescere ulteriormente nella comunione”. Per la piena unità però restano – e ne sono coscienti cattolici e luterani – da rimuovere numerosi altri ostacoli. Michele Cassese, laurea in filosofia (Napoli 1974), dottorato di ricerca in storia dell’Europa (Pavia (1987), è stato docente di storia moderna a Trieste (1991-2012) e Gastprofessor presso la Facoltà di teologia evangelica dell’Università di Marburg (2013-2014). Attualmente è docente di storia del protestantesimo e di Spiritualità ecumenica presso l’Istituto di Studi ecumenici “S. Bernardino” di Venezia. I suoi interessi di ricerca riguardano la storia socio-religiosa dal Cinquecento al Settecento, in particolare Lutero e la Riforma, il Pietismo, la prassi religiosa del mondo protestante, figure di vescovi rappresentative della “riforma cattolica” del Cinquecento (Girolamo Seripando, Galeazzo Florimonte) e di quella borromaica (Gregorio Barbarigo, Carlo Michele Attems), la tolleranza in Italia. Sul XX secolo: il Vaticano II, il movimento e la spiritualità ecumenica. Ha pubblicato tra l’altro: Holy communion (1996), Girolamo Seripando e i vescovi meridionali, 2 voll. (2002); Espulsione, assimilazione e tolleranza (2009); La mistica della fede in Lutero e la…

12 Maggio 2017, ore 17.00

Paolo Ricca

Paolo Ricca

«Tra riforma e rivoluzione» – così si potrebbe sintetizzare la posizione politica di Lutero, che avrebbe voluto una riforma sociale pacifica e nonviolenta, che i principi in alcun modo avrebbero accettato. Così si venne allo scontro armato, e non ha torto Bertolt Brecht nel dire: «Con la guerra dei contadini, sciagura massima della storia tedesca, furono strappati alla Riforma, per quanto concerne l’aspetto sociale, i denti per mordere». Lutero approva molte delle rivendicazioni dei contadini, ma non che le facciano nel nome di Cristo e ricorrendo alla violenza. I contadini invece ritenevano di potere e dover prolungare le linee della libertà cristiana nella direzione di nuove libertà civili e politiche. Sulla loro bandiera c’era scritto: Freyheit («Libertà!»). Thomas Müntzer, il «teologo della rivoluzione» (Ernst Bloch), incoraggiava i contadini ad abbattere il governo tirannico dei principi. Lutero invece predicava la «rivoluzione dall’alto», non dal basso. Dio avrebbe abbattuto il tiranno: nelle sue mani infatti sta il governo del mondo, ed egli lo esercita in due modi: con la Legge, attraverso lo Stato, e con l’Evangelo, attraverso la Chiesa. È questo il tema centrale dello scritto di Lutero del 1523: L’Autorità secolare, fino a che punto le si debba ubbidienza. Nato a Torre Pellice (Torino) il 19 gennaio 1936. Studi universitari a Roma (Facoltà Valdese di teologia), Decatur Ga. (USA), Basilea. Dottorato di ricerca a Basilea con Oscar Cullmann. Pastore della Chiesa Valdese dal 1962, a Forano Sabino (Rieti) e Torino fino al 1976. Dal 1976 al 2002 Professore di Storia della Chiesa e Ecumenismo presso la Facoltà teologica valdese di Roma. Docente ospite presso il Pontificio Ateneo S. Anselmo fino al 2016. Dottorato honoris causa dalla Università di Heidelberg. Presidente per due mandati della Società Biblica in Italia. Membro per 15 anni della Commissione «Fede e Costituzione» del Consiglio Ecumenico delle…

19 Maggio 2017, ore 17.00

Ignazio Di Lecce

Ignazio Di Lecce

Il Protestantesimo e lo sviluppo delle scienze in Europa nei secoli XVI e XVII Talvolta si nega un rapporto diretto fra la Riforma protestante e la rivoluzione scientifica, oppure ci si limita alla considerazione di un nesso sociologico, si dice cioè che l’impulso allo sviluppo generale della società nord-europea, indotto dalla mentalità protestante, avrebbe favorito anche lo sviluppo delle scienze naturali. Ciò però porta a trascurare il fatto che la Riforma è spiegabile solo nel quadro di una nuova visione teologica che ridefinì completamente il rapporto di Dio con l’uomo e il mondo. Per gli uomini dell’alba della modernità fu di capitale importanza tornare a misurarsi con il significato di parole come “verità” e “certezza” che avevano da poco assunto in teologia nuovi significati che poi sarebbero passati nelle scienze. La rivoluzione scientifica fu un fenomeno molto complesso e senza dubbio alcune sue caratteristiche fondamentali restano in ombra se non si comprende che gli influssi teologici e biblici di un pensiero nuovo, nel quadro della cultura occidentale, vi esercitarono una profonda influenza. Nato a Pavia nel 1958, è laureato in Fisica.Lavora nel campo dell’Informatica occupandosi di strumenti software per la modellazione geometrica, la progettazione architettonica e il design industriale.In particolare, cura lo sviluppo di percorsi formativi nell’uso di soluzioni avanzate per utenti di varia estrazione.E’ studioso degli usi sociali dell’Information and Communication Technology e della storia delle interazioni della ricerca scientifica con le fedi religiose e l’etica pubblica.Membro della Chiesa valdese, svolge da molti anni attività di corsi, conferenze e studi biblici. Rassegna 500 anni dalla Riforma Protestante

26 Maggio 2017, ore 17.00


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